Informazioni personali
lunedì 26 settembre 2016
Francesca Romana Furfaro pronta per gli Italiani
Ecco i link ad articoli che parlano dei traguardi ottenuti dalla nostra alunna Francesca Romana Furfaro:
http://www.gazzettaregionale.it/notizie/francesca-romana-furfaro-pronta-per-gli-italiani
http://lazio.coni.it/lazio/lazio/notizie/notizie-roma/14540-incontri,-da-frascati-a-boston-il-gemellaggio-tra-tc-new-country-e-umass-university.html
Un brutto risveglio
Un brutto risveglio
Il 24 agosto 2016 abbiamo
conosciuto la sensazione di non avere più niente, di essere affidati
completamente al destino e di non poter fare niente perché contro la natura non
si può nulla.
Durante la notte, alle 3,36,
la vita di molte persone è cambiata, in pochi secondi sono state spazzate via
case dove giocavamo, oppure zone in cui ci riunivamo per stare insieme gli
ultimi giorni della vacanza, i famosi posti segreti, tutto spazzato via dalla
forza della natura, inarrestabile, distruttiva e anche incosciente di quello
che distrugge, a parer mio.
Quando la scossa è iniziata,
mia sorella Zoe si è svegliata per prima, appena il pavimento ha iniziato a tremare
lei era già davanti alla porta d’entrata incapace di parlare e di capire cosa
stava succedendo.
Io non mi sono svegliata,
dormivo profondamente, mentre il terreno tremava io sognavo cosa avrei fatto il
giorno seguente, ma tutto si è fermato nell’istante in cui ho sentito mia madre
e mia sorella urlare disperate i nostri nomi, ero talmente terrorizzata che sono
rimasta sul letto a pensare cosa stesse
accadendo, ho pensato che erano i ladri che rompevano tutto, si sentivano i
vetri che cadevano, i muri che si crepavano, poi ho realizzato che era il
terremoto, quando sono uscita di casa e sono scoppiata in un pianto infinito.
In un certo senso il
terremoto è come un ladro, in un’ora o meno riesce a portarti via tutto quello
che hai sempre avuto.
Appena usciti da casa
eravamo tutti molto confusi, terrorizzati e non pensavamo agli oggetti
materiali che erano rimasti tra le macerie, non pensavamo a nulla solamente al
terrore che il terremoto ci aveva lasciato.
Per stare lontani dalle case
ci hanno portato in un prato dove eravamo al sicuro dalle scosse che
continuavano a susseguirsi. Eravamo in tanti su quel prato, ci siamo uniti con
molte persone che conoscevamo, ma non avevamo notizie dei nostri amici.
Faceva molto freddo ma noi
non abbiamo pensato a prendere i vestiti quindi siamo usciti con quello che
avevamo addosso per dormire, io ero con un pigiama molto corto ed ero scalza,
camminare sulle macerie senza le scarpe fa la differenza.
Alcuni nostri amici ci hanno
dato delle coperte e ci hanno offerto un posto al caldo nelle loro macchine ma
avevamo così tanta paura che abbiamo preso le coperte e ci siamo seduti per
terra, provavamo a prendere sonno, ma la paura era troppa e ci rendeva incapaci
di fare anche le cose più semplici.
Quando è arrivata l’alba,
verso le sei, abbiamo visto un paesaggio tragico, case crollate, le crepe sulle
pareti, i muri gonfi oppure staccati completamente tra di loro.
Poi ci sono arrivate
purtroppo le notizie delle morti dei genitori di due nostri amici, e di un
amico che solo poche ore prima avevamo visto in paese. Le ore successive sono
state terribili, eravamo sotto shock e proprio per questo motivo, appena
possibile siamo partiti per tornare a casa.
Ringrazio i Vigili del
Fuoco, dei veri eroi, che entrano nelle case per recuperare i beni delle
persone, rischiando la loro vita. Ci hanno restituito tutte le nostre cose, è
stato bello riaverle.
Nessuno si merita di vivere
queste situazioni, troppo dolore, disperazione, distruzione. Guardando le
persone che non hanno più niente, hanno perso casa, lavoro, parenti, la loro
voglia di farcela, spero che mi serva come lezione di vita per imparare a non
mollare mai e ad andare sempre avanti.
Amatrice risorgerà e con lei
le anime delle vittime e noi con loro.
Priscilla Zibellini, IIC
Cari compagni di Amatrice...
Frascati,15/09/2016
Cari compagni di Amatrice,
siamo i ragazzi della classe II C della scuola media dell’I.
C. di Frascati (Roma), ma cosa più importante siamo i compagni di Priscilla.
Priscilla la notte del 24 agosto dormiva a Sommati, frazione
di Amatrice, con la sua famiglia: loro sono riusciti a salvarsi, ma hanno perso
alcuni amici, la loro casa e anche un pezzetto di cuore.
Priscilla ci ha raccontato la tragedia del terremoto, il
terrore, il dolore, la sensazione del panico.
Speriamo che la
ricostruzione della vostra città possa essere veloce e come voi la desiderate.
Con tanto affetto vi inviamo i nostri auguri per un buon
anno scolastico.
La scuola vi aiuterà a pensare al futuro positivamente
perché siete tutti insieme, con la voglia di ripartire, tornando a studiare.
Se vi fa piacere sarebbe bello mantenerci in contatto.
Vi salutiamo con un grande abbraccio.
Sophia, Eva, Martina, Irene, Aurora, Martina, Flavia,
Lorenzo, Carolina, Alice, Andrea , Federica, Sara, Melissa, Lidia, Ilaria, Clarissa,
Claudio, Tommaso, Bernardo, Eleonora, Davide, Edoardo, Luca, Lilia, Priscilla.
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