Martedì
ventisette Ottobre eravamo tutti in classe ad aspettare l’arrivo della
professoressa di lettere, al suo arrivo ci ha comunicato che avremmo avuto la possibilità di incontrare
una scrittrice, di nome Matilde Ventura.
Ci
siamo recati nella sala polivalente insieme ad altre classi. Lei era lì , minuta, ci guardava con i suoi
occhi allegri e attenti, nella stanza è calato il silenzio.
Matilde
ha iniziato a parlare delle sue esperienze e dei suoi ricordi. Ci ha raccontato del suo rapporto con la
scrittura, ci ha spiegato che da piccola aveva un grosso quaderno, in cui riportava
le sue esperienze, le sue emozioni in versi. Crescendo aveva perso questa
abitudine e abbandonato il quaderno in un cassetto. Dopo molti anni le è
capitato per caso di leggere su un giornale un annuncio di un concorso di
poesie, la scadenza fissata per quel giorno stesso. Così in pochi istanti
decise di tirar fuori il suo quaderno selezionare venti poesie ed inviarle. La
vita è imprevedibile infatti vinse il primo premio e pubblicarono il libro. Ma
la vita nella sua imprevedibilità può essere altrettanto triste, infatti le è
capitato un bruttissimo incidente per il quale ha rischiato la vita ed è stata
costretta a permanere in ospedale molti mesi. Matilde ha, poi, trasformato
questa disgrazia in opportunità e ha scritto un libro “La danza delle padelle”
pubblicato anch’esso.
La
sua passione per la scrittura la porta ad incontrare giovani ragazzi ai quali
racconta la sua vita, legge le sue poesie e descrive alcuni fatti storici, ad
esempio il bombardamento di Frascati sul quale ha scritto un bellissimo
libro. Durante il nostro incontro
Matilde ci ha chiesto di scrivere dei versi su ciò che volevamo dopo aver
chiuso gli occhi e aver immaginato alcune situazioni. Ad esempio ai ragazzi che
le hanno detto di voler scrivere sul bombardamento di Frascati ha dato un solo
suggerimento: “ Non scrivere la storia del bombardamento, ma immagina di
viverlo e descrivi le tue emozioni”
Così come per magia siamo diventati dei veri poeti! Grazie Matilde!!!
SCARPE
Stavo allegramente passeggiando,
mi risvegliai ansimando,
il mio corpo puzzava,
la mia gamba tremava,
non vidi l’altra gamba,
mi rimase solo una scarpa,
la strada di medici brulicava,
ma la gamba mi mancava,
vidi corpi su corpi ,
macerie su macerie,
ma dopo l’esplosione,
le scarpe delle vittime riempivano la
strada.
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| Ci Parla del suo libro: Danza delle padelle |
Articolo a cura di Enrico Amitrano 2 E; le immagini e le didascalie a cura di GAIA TORRISI e ANGELICA CONCHIGLIA 3E























