venerdì 19 giugno 2020

Riflessioni al tempo del Coronavirus, classe II I

RIFLESSIONI SUL CORONAVIRUS
Era la tarda sera del 4 Marzo quando il presidente Conte in diretta tv annuncia la quarantena e pochi giorni dopo per questo invisibile mostro, il Covid-19, viene dichiarata la pandemia.
Noi bambini non possiamo più andare a scuola, non possiamo più socializzare, giocare insieme, condividere momenti di vita con i nostri compagni di scuola e amici; con i professori con i quali anche se molto spesso ci troviamo in disaccordo perché ci impongono delle regole che noi ragazzi siamo soliti per natura non sopportare, per me almeno sono sempre un punto di riferimento e non solo per la didattica.
E i nostri genitori? Devono anche loro confrontarsi con cambiamenti che cambiano i loro stili di vita, incerti sul futuro professionale, angosciati per i propri cari in una situazione di grande emergenza, preoccupati per noi ragazzi e bambini ai quale non e’ sempre facile dare delle risposte e delle sicurezze in un periodo incerto anche per loro.
Tutto questo in molti casi ha creato un’atmosfera pesante all’interno delle famiglie, dove a volte anche i nonni che sono preziose risorse non possono più dare il loro contributo, perché distanti da noi, dove riuscivi a vederli sono attraverso uno schermo, dove potevi ascoltare solo la loro voce per telefono, ma c’erano, erano sempre li, ma avevi paura per loro perché ascoltavi la tv ed erano le vittime preferite di questo virus ignobile, che ha portato via a molte persone i loro cari, lasciandoli andare via da soli senza neanche dare la possibilità ai propri cari di salutarli.
Dunque era si necessario il contenimento, stare in casa, ma non solo del virus, bisognava contenere anche tutte quelle sensazioni che l’isolamento ti portava ad avere, timori, inquietudini che ci accompagnano e specialmente della paura, perché improvvisamente si era tutto fermato, ma non i giorni, loro continuavano, è sbocciata la primavera, c’e’ stata la Pasqua e questo ci ha fatto o per lo meno mi ha fatto capire che l’uomo non è e non potra essere il padrone del mondo come molti si sentono, la natura si è ripreso il suo posto, la stessa natura che per anni l’uomo ha maltrattato per la sua fama di potere e globalizzazione, ma in confronto a lei non siamo nulla e ce lo ha dimostrato molte volte con terremoti, alluvioni, molto spesso ci da dei segnali come per lo scioglimento dei ghiacciai, ma l’uomo è troppo preso dal Dio denaro per fermarsi e riflettere, e cosi’ non stiamo facendo del male solo alla natura ma a tutto il pianeta che ci ospita, perché dobbiamo ricordarcelo siamo OSPITI sulla terra.
E oggi?!? Non sappiamo se tutto finirà, non abbiamo certezze di rientrare a scuola a settembre, c’e’ il terrore che con i primi freddi e con la prossima influenza il mostro invisibile possa tornare di nuovo e la domanda che mi risuona in testa è….riusciremo ancora a tenerlo lontano da noi, la paura è tanta, non poter controllare le cose ti lascia impotente.
Per fortuna c’e’ stata la DAD a farmi compagnia ha riempito le mie giornate, delle volte ho fatto molta fatica, altri giorni ringraziavo di leggere quelle consegne in scadenza perché mi avrebbero tenuto impegnato, ho cercato di fare del mio meglio, sforzandomi anche piu’ di quando andavo a scuola normalmente, per non dare preoccupazioni ai miei genitori e per ringraziare i professori che si sono messi a nostra disposizione, perché molti miei amici non hanno avuto lo stesso mio trattamento e per questo dico GRAZIE ai miei prof.
Ora dobbiamo rimboccarci le maniche e ognuno deve fare del suo meglio per risollevare l’Italia, ognuno deve metterci del suo nel rispetto degli altri e possibilmente nel rispetto della natura, ora vedo tutto con occhi diversi, forse come dice mia mamma sto crescendo, o forse ho avuto veramente paura e ora forse riesco a capire meglio tutte le tragedie che molti paesi vivono, perché ne capisco la paura, so che cosa significa provarla.
Voglio chiudere queste mie considerazioni con una poesia che la prof Marini di Italiano mi ha fatto scrivere poche settimane fa, e penso racchiude tutto quello che per me questa emergenza mi ha suscitato e voglio dire grazie a lei prof, che spesso mi ha fatto viaggiare facendo quelle PPT dei vari stati che stavamo studiando anche stando a casa ho viaggiato con lei.


I LUNGHI GIORNI

(di Manuel Schiaffini)

il mondo come lo conosciamo
non esiste piu’
esco in giardino, cerco le persone
ma la citta’ ancora dorme?
no e’ sveglia e mi guarda.
il corona virsu ha colpito
ogni specie animale sulla terra
compresa la nostra.
e leggera la mia paura vola
e per la prima volta mi sento solo.
ho solo il giardino intorno a me
ed ho quasi paura di perdermi.
dove mai mi portera’ questa vita fragile……
no
no
insieme ne usciremo lottando
non sono solo
in tutta questa nebbia scura, la vedo li
la seranza
vedo li la luce
vedo li la liberta’
e poi noi ci incontremo di nuovo
li dove tu mi stai aspettando
per sentirti di nuovo ridere
libera!!!!!!!

Manuel Schiaffini




UN MOMENTO INFINITO

Quando guardavo la tv durante i giorni di quarantena, ho provato tante sensazioni tra cui tristezza, paura, rabbia, malinconia. All'inizio era bello non andare a scuola, ma col passare dei giorni è cambiato tutto. Vedere tutti quei morti e le bare trasportate dai camion dell'esercito mi ha spaventato e mi ha fatto sentire impotente. Pensavo a tutte quelle famiglie isolate, a tutte quelle persone che hanno perso i loro cari senza neanche avere la possibilità di poterli salutare per l'utima volta, tutto questo ha fatto soffrire la mia famiglia. Vedere tutti quei dottori e infermieri lottare per salvare più vite possibili mettendo a rischio la loro stessa vita mi ha fatto capire quanto questo virus possa essere pericoloso, per questo io e la mia famiglia abbiamo collaborato con quello che erano le direttive dello stato. E' stato come vivere una vita surreale, la sera quando mi affacciavo dalla finestra c'era un silenzio assordante e inquietante, spezzato solo dalle sirene delle ambulanze che correvano incessantemente. C'è una poesia che quando l'ho letta mi ha fatto pensare a tutto questo ed è l'Infinito di Giacomo Leopardi, perché parla di una siepe dalla quale non si riesce a guardare oltre e per me in questo periodo è stato come avere una siepe davanti e cercare di capire cosa sta succedendo al di là di essa. 

UNDER PRESSURE 

La pressione mi schiaccia, nessuno chiederebbe di stare sotto una pressione che brucia un palazzo fino a distruggerlo, che divide in due una famiglia che mette la gente per strada. stare a guardare dei buoni amici urlare, lasciate che io esca, pregare il domani mi tiene sotto pressione. Questi sono i giorni in cui non piove mai ma diluvia. 

Questi sono i versi della canzone dei Queen scritta nel 1981 insieme a David Bowie, una canzone di 39 anni fa ma che secondo me rispecchia molto i nostri tempi soprattutto il periodo del coronavirus quando la gente costretta alla quarantena si sente sotto pressione.

Massimo Miconi



Il 2 Giugno dei Gilet arancioni, folla in piazza del Popolo e insulti a Mattarella

La pandemia ha cambiato la vita di tutti, senza paura di insulti o cose del genere, ha portato con sé parenti, amici, persone care e chi più ne ha più ne metta, confinandoci nelle nostre case e permettendoci di uscire solamente per fare la spesa.
Ormai sono più di due mesi che ci conviviamo, e ancora non riusciamo a “farci amicizia”, i nostri infermieri, i nostri cassieri e i nostri politici stanno facendo di tutto per salvarci e come mostrato da l’ immagine che ho selezionato, ci sono persone che se ne fregano altamente, pensando che sia tutto finito e che si possa ricominciare come se nulla fosse mai accaduto, non rendendosi conto che magari potrebbero essere loro, magari malati asintomatici, a “uccidere” o comunque far ammalare una persona a cui vogliono bene, senza pensare alle conseguenze.
Non capisco come le persone non riescano a mantenere il sangue freddo ora, che è il momento più cruciale, il momento che potrebbe dare la spinta a quel bambino sulla bici (che rappresenta la nostra vita) per farlo ripartire dopo essere caduto, dobbiamo collaborare e impegnarci ora più che mai! Dobbiamo restare a casa e uniti!

Leonardo Scarfò
Il CoronaVirus ha portato delle tragiche conseguenze con il passare dei mesi da vari punti di vista come quello sociale ed economico e finanziario e ancora molti altri .

In futuro ricorderemo questi giorni in quarantena , le piazze deserte , l'assenza di contatto con i propri parenti e amici , i negozi chiusi e le strade deserte . Ormai quando per le strade incontriamo una persona ci sentiamo diffedenti e la prima cosa che possiamo fare è indossare una mascherina e rispettare la distanza di sicurezza, perchè non sappiamo se sono stati contagiati oppure no . Il CoronaVirus ha fatto perdere molti posti di lavoro perchè ad esempio i proprietari di alcuni negozi o aziende hanno dovuto chiudere perchè non guadagnavano più soldi e non riuscivano a mantenere aperti né i negozi e né le aziende . Inoltre questo lungo periodo di quarantena mi ha insegnato a stare più in famiglia , aiutare i propri genitori e a consolidare i rapporti famigliari . Solamente tutti insieme , uniti con forza e coraggio e un gran senso di responsabilità nel rispettare le regole dell'igiene personale ,che sono quelle di indossare la mascherina , e lavarsi molto spesso le mani, in attesa di un vaccino riusciremo a controllare questo maledetto CoronaVirus . Infine , devo dire che a pensarci bene, questo virus mi ha fatto apprezzare ancora di più la scuola; infatti, a lungo andare ho sentito la mancanza dei miei amici e delle giornate trascorse insieme a studiare ma anche a giocare e a divertirci. Speriamo che a Settembre possiamo ricominciare l'anno scolastico di nuovo nella nostra classe!!!

SBARDELLA LUIGI 
                                                     


Riflessioni sulla pandemia o un evento improvviso

Nella vita nulla si deve dare per scontato, può succedere di tutto, come questa pandemia che ha paralizzato il mondo intero. E’ un virus inaspettato e sconosciuto che ha cambiato le nostre vite. All’ inizio è stato sottovalutato il pericolo da tutte le nazioni, abbiamo iniziato tutti pensando che si sarebbe risolto in breve tempo con qualche strascico, e pochi morti , soprattutto anziani per complicanze dovute alla loro età.

Non è stato così, ma il modo di reagire dell’uomo in questi casi è sempre quello di sentirsi potente e invincibile e questo mi fa capire che molti non hanno capito il vero valore della vita, dovremmo tutti apprezzare di più quello che abbiamo oggi senza pensare al domani.

Un’ altra cosa che mi ha fatto riflettere molto è quando siamo dovuti rimanere a casa e non si poteva andare neanche dai nonni per esempio, lì ho capito che non si può paragonare la virtualità ,i social, le telefonate, alla presenza fisica , lo stringersi, l’ abbracciarsi , ma anche una discussione faccia a faccia.
Poi nella vita non ci sono solo le pandemie, ci sono anche le storie personali di ognuno di noi, chi più chi meno, ognuno combatte o ha combattuto per qualcosa. Io per esempio mi sono ritrovato a dover combattere con il “mostro” che molto spesso ci porta via da questa vita, fortunatamente ce l’ho fatta e anche se ho ancora qualche strascico ho capito che bisogna sempre lottare e credere nelle cose che amiamo senza perderci mai d’animo.
Per concludere, credo che tutti noi abbiamo imparato una grande lezione da questa emergenza, siamo tutti sulla stessa barca, e se facciamo del male a qualcuno lo facciamo anche a noi, quindi bisogna prendere tutte le cose positive di qualsiasi situazione che ci può capitare e farne tesoro.

Matteo Muccari



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