venerdì 19 giugno 2020

Riflessioni al tempo del Coronavirus, classe II H


Riflessioni al tempo del coronavirus...

questa è l’immagine a cui mi sonoispirata.
.... Io penso che il coronavirus sia, ed è ancora , un aneddoto davvero terribile . 
Ha sconvolto la vita di tutti , ha ucciso persone e causato danni al nostro paese e a tutto il mondo; Ha stravolto la vita di tutti i giorni , LA NORMALITÀ!
Prima la normalità era abbracciarsi ,uscire,baciarsi,stare insieme ora invece la normalità è portare le mascherine,rispettare il distanziamento sociale e non creare assembramenti.
Sono regole giustissime ma che ci hanno stravolto la vita.
Dunque , riassumendo , penso che un evento del genere sia come una vera e propria catastrofe.

Agnese Marchetti





RIFLESSIONI AL TEMPO DEL CORONAVIRUS

Iniziò tutto improvvisamente, quando la sera del 5 Marzo 2020 si dichiararono chiuse le scuole e tutte le attività, per via di un “virus”, il “Covid 19”. All’inizio ero felice della notizia della chiusura delle scuole, non capendo della grave situazione che si stava creando.
Passò un mese e mezzo circa e il virus si stava spargendo in tutto il mondo, dichiarando che era “pandemia”; in quel momento capii che non era un semplice virus, ma molto di più: era un virus che restava vivo anche per 5 giorni se lo si veniva toccato, si dovevano mettere obbligatoriamente mascherine e guanti e si dovevano sempre lavare le mani.
La quarantena c’è anche oggi, ma a differenza di prima si può uscire, ma sempre con la mascherina.
Per me questa situazione è molto triste, per via di tutte le persone che sono state contagiate e dei decessi: in Italia ci sono stati 33.415 decessi tra cui soprattutto persone anziane e ragazzi giovani.
Sinceramente ci sono state più vittime in Cina, in Francia e ultimamente anche in America o in Asia, dove in alcune parti c’erano già problemi, tipo la fame o la povertà; in quei paesi dove sfruttavano bambini in lavori minorili.
Spero che questa situazione si fermi e si torni alla vita in cui tutti eravamo abituati come stare con familiari, uscire con gli amici, liberamente senza essere separati da una mascherina e potersi salutare quando ci si vede.

Claudia Pompili



LA PANDEMIA 

Tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio la pandemia è arrivata e non ce ne siamo accorti, all’inizio non gli abbiamo dato importanza, ma quando è arrivata non ci ha dato modo di reagire, alla gente sembrava una cosa lontana e quindi non aveva paura, ma quando capisci che in ogni momento puoi essere contagiato e nel peggiore dei casi puoi anche morire, allora lì si che capisci. Fin dall’inizio si sapeva che il virus si attaccava da persona a persona, e l’unica cosa che dovevamo fare e dobbiamo fare ancora oggi è stare a casa, capisco che per certe persone può essere più o meno impegnativo ma non capisco perchè proprio non se ne può fare a meno; ai nostri nonni è stato chiesto di andare in guerra, a noi di rimanere a casa eppure loro sono andati a testa alta, noi dobbiamo prendercela e dobbiamo ribellarci per una cosa che viene fatta per il nostro bene e per il bene di tutti. dopo qualche settimana fortunatamente anche la gente poco matura ha capito e ad oggi la situazione sta migliorando, questo non vuol dire tornare alla vita normale, come la maggior parte delle persone, soprattutto adulti ha capito, perchè un virus non si sconfigge in qualche mese e poi scompare, bisogna stare sempre attenti e pensare al nostro bene e al bene delle persone che amiamo. Molto probabilmente la pandemia tornerà quando torneranno i mesi freddi ma ora sappiamo come fare, e saremo più preparati.
Noi siamo stati per circa un mese e mezzo il paese con più contagi in tutto il mondo, poi però i contagi sono scesi sempre di più grazie ai cittadini che hanno fatto il loro dovere ma soprattutto grazie al presidente conte che è riuscito ha dirigere tutta italia in questa brutta situazione, e ai medici che non hanno mai mollato, hanno sempre rassicurato i pazienti e in qualche caso forse grazie ai loro messaggi di incoraggiamento sono riusciti a superare il virus, un grazie ai medici che dalla mattina fino a sera tardi sono stati in ospedale anche quando avevano una famiglia che li aspettava a casa.
UN ENORME GRAZIE A TUTTI !!

Claudia Vitale


LE MIE RIFLESSIONI SUL CORONAVIRUS 




Ci ho riflettuto, e secondo me questo brutto periodo presenta non solo aspetti negativi, ma anche alcuni aspetti positivi.
Dico così perchè oltre a recare forti sofferenze a molte persone, potrebbe anche essere visto come un’occasione di crescita per noi stessi e di conseguenza per l’Italia in generale.
Stiamo vivendo giorni che ricorderemo a lungo, anzi, quasi sicuramente per sempre: il silenzio che ci circonda interrotto solo dalle sirene delle ambulanze, le strade e le piazze deserte, il lavoro, la scuola e lo sport da casa, le file interminabili fuori dai supermercati, le videochiamate con gli amici, le notizie giornaliere sul numero delle persone guarite, contagiate o decedute e la determinatezza ed il coraggio di medici, infermieri e volontari che ci rimettono la vita a favore di quella delle altre persone; di tutte le forze dell’ordine che continuano a lavorare per le strade affinché non ci siano assembramenti e di tutte quelle persone che lavorano nei supermercati, garantendo la scorta settimanale, o nelle farmacie, garantendo i medicinali indispensabili, i guanti e le mascherine.


L’insegnamento principale di tutto questo è che dobbiamo goderci ogni attimo della nostra vita, bello o brutto che sia, perché da un momento all’altro tutto può cambiare inaspettatamente, come abbiamo sperimentato in questi mesi: ovviamente nessuno si immaginava l’arrivo di una pandemia, a parte alcuni scienziati, e vivevamo spensieratamente, ma di punto in bianco ci siamo ritrovati catapultati in un altro mondo, dove un nuovo stile di vita ci stava aspettando; abbiamo scoperto così che avremmo dovuto combattere contro un nemico invisibile.
Ricordo perfettamente quella fresca sera di gennaio quando, mentre io, mamma, papà, mio fratello e nonna, stavamo cenando, iniziò il telegiornale, e non sentimmo di certo belle notizie: parlavano di un virus, un virus mortale, una bestia che in poco tempo aveva infettato l’intera Cina !


A partire da quella sera si è parlato solo di questo, di nient’altro, e tutti erano molto preoccupati.

Dopo un mese circa si scoprì che il virus si avvicinava sempre di più all’Italia e agli altri Paesi, fino a quando, in un piccolo paesino del nord, che tutti ricorderemo, Codogno, iniziati i primi tamponi, si sono manifestati i primi casi: ormai quel nostro nemico invisibile aveva dichiarato guerra al mondo intero, e l’Italia si trovava in prima linea ! 

A causa di tutto ciò chiusero le scuole giovedì quattro marzo e tutti gli uffici non necessari, obbligando tutti i cittadini a restare in casa: si iniziarono a fare le video conferenze per restare in collegamento con la scuola e con il lavoro.


La cosa che mi ha colpito di più è che il virus si diffondeva sempre più velocemente e tutti gli ospedali erano al completo e che quindi si era arrivati al punto di scegliere chi salvare, scegliere la vita di una persona al posto di un’altra: una cosa terribile ma, purtroppo, necessaria. 

I mesi più critici sono stati marzo e aprile, mentre da maggio fino ad oggi la situazione è rallentata e il 18 ha avuto inizio la fase 2, che ha permesso e permette tuttora di poter uscire, ovviamente con le dovute precauzioni.
           

Io sto cercando di godermi al meglio questi giorni dedicandomi alle mie passioni, tra cui la lettura, l’arte e lo sport da casa (anche se le praticavo già da prima, ma mai come ora). 
Oltre a tutto il resto, questo periodo mi sta offrendo la possibilità di rilassarmi a stare a casa con la mia famiglia (soprattutto nei weekend perchè negli altri giorni i miei genitori continuano a lavorare) in quanto nei mesi prima del covid stavo tutti i giorni fuori casa a causa delle esigenze lavorative dei miei o per lo sport, rincasando la sera tardi, e, quindi non la vivevo molto. 
Anche quest’estate sarà diversa da tutte le altre per via delle limitazioni che continuano ad esserci per contenere una nuova diffusione del virus, ma questo poco importa purché venga sconfitto definitivamente! 
Non vedo l’ora di tornare alla totale normalità e di poter rincontrare tutti i miei amici e parenti !
MARIKA IANNUZZIELLO





Comincio con il dire che sì, questa è una pandemia che nessuno poteva aspettarsi, una pandemia che in poco tempo ha sconvolto la vita quotidiana di ogni singola persona. Secondo me c’è però da dire anche che il comportamento delle persone in certi casi, come in quello del blocco della circolazione della gente nei periodi più intensi dove il virus ha fatto più vittime, sia stata veramente superficiale, non capivano la gravità dell’accaduto. In più le persone continuano a pronunciare la frase “andrà tutto bene”. Ora secondo me questa frase serve più come stimolo alle persone per restare a casa e applicare le varie regole che sono state dettate. La cosa che voglio dire è che le persone non possono sapere come andrà a finire questa situazione, infatti la frase “andrà tutto bene” è stata molto d’aiuto per cercare di avere speranza; che è la cosa di cui, in questo momento, abbiamo più bisogno, oltre a fare continue ricerche su questo terribile virus che ha provocato tantissime vittime. Dato che ora le situazioni sembrano essere migliorate,nessuno sa se si fermerà per qualche momento e riprenderà a portare morte, o se non verrà fermato. Le cose che possono accadere sono innumerevoli.

Improvvisamente ciò che io reputo normale, cioè uscire, cenare con altre persone, mi è stato tolto. Tutto ciò che facevo prima non posso più farlo. Non so precisamente che cosa sia cambiato a parte rimanere a casa, o mettere la mascherina per uscire per andare a fare la spesa. Sì, è strano vedere le strade vuote o i supermercati senza molto cibo, ma la verità è che la gente ha paura di ciò che potrebbe accadere e se la gente ha paura, diventa paranoica, va fare la spesa un giorno e torna a casa con le provviste per un mese. Tutto questo per fortuna si sta calmando e si sta stabilizzando la situazione. L’uomo in tutto questo tempo a sempre cercato di essere in cima tra tutti gli animali, si è sempre definito “potente”, ma come possiamo vedere è bastato un virus, uno degli organismi più piccoli e insignificanti al mondo, per mandare a rotoli un intero Stato, e per cambiare totalmente la quotidianità dei suoi abitanti.

Tommaso Ambrosi

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