venerdì 19 giugno 2020

Riflessioni al tempo del Coronavirus, classe II C

s_-salme-bergamo-mezzi-colonna-decessi-kvsj.jpg
BERGAMO 19.03.2020
20200422fosse_896.jpg
BRASILE 22.04.2020

Da queste immagini si può dedurre tutto il dolore e tutte le vittime di covid-19 in Italia anziani, medici e giovani che hanno combattuto contro questa grave malattia. Il coronavirus si è diffuso non solo in Italia ma in tutto il mondo, molte persone hanno affrontato questa battaglia ma non tutte ce l’hanno fatta. Penso che il gesto della Cina e Albania per l’Italia di aver donato mascherine e apparecchiature mediche per la cura del covid-19 sia stato un gesto di fratellanza. In questi mesi ho visto molti video e foto, ho ascoltato discorsi di parlamentari, medici, virologi , ho seguito con attenzione le storie personali raccontate da infermiere e familiari delle vittime ma l’immagine che più mi ha colpito è la foto dei camion dell’esercito italiano che trasportavano le bare da Bergamo ad altre città perché non c’era posto nel cimitero di Bergamo. Quante persone hanno lasciato i loro familiari ed amici senza poterli salutare. Questo non è accaduto soltanto in Italia ma in tutto il mondo come si vede anche nella foto della fossa comune in Brasile. Pensando a questo non mi sono mai lamentata di non poter terminare l’anno scolastico in classe insieme ai miei compagni, non poter fare sport, vedere amici oppure andare dai nonni, in questi mesi mi ritenevo fortunata di poter stare con la mia famiglia, imparare a studiare utilizzando altri applicativi e soprattutto sapere che tutte le persone che conosco stanno bene. Leggendo alcuni dati statistici mi accorgo che ci sono più vittime di fame che di covid spero che gli Stati oltre ad unire le esperienze di tutti i ricercatori del mondo per trovare un vaccino trovino una soluzione per dare cibo ed acqua ad ogni essere vivente, siano capaci di utilizzare le risorse economiche per rispettare l’ambiente e non per fare guerre.

Emma Cori Carlitto





Il 30 marzo 2020 da Nord a Sud tutti alla finestra per cantare. Non solo lenzuoli e bandiere: in tempi di #iorestoacasa gli italiani intonano la ricetta per reagire all'emergenza che li ha messi in quarantena. Tutti insieme assieme, ma ciascuno a casa propria (fonte La Repubblica).




In piena pandemia musica è stata utilizzata come terapia contro la paura. 
Le persone si sono date appuntamento non in un locale o in un parco ma sul balcone, per intonare insieme una canzone, ognuno per sè ma tutti insieme.
Ne è venuta fuori una melodia diversa per ogni quartiere e città, che attraversa le regioni da Nord a Sud, ora seguendo le note dell'Inno di Mameli, ora canticchiando "Napul'è" di Pino Daniele. Tra i tetti della capitale vibrano le parole di "Roma Capoccia" di Antonello Venditti, a Cagliari le strofe in sardo con la fisarmonica e "Ovunque tu sia". 
Quello che ho provato uscendo sul terrazzo di casa mia è stato il fare parte di un insieme unitario, tutti gli italiani bloccati nelle proprie case ma uniti da un sentimento di appartenenza che non nasce da un riconoscimento formale come quello del nostro documento di identità, dove alla voce nazionalità, c’è scritto “italiana”, ma da un sentire comune che, in genere nel nostro Paese, si risveglia solo con le partite della nazionale di calcio.
Mi sono sentito orgoglioso di essere parte di un popolo che ha reagito alla tragedia della pandemia con dignità, accettando e rispettando le misure di distanziamento, dimostrando di avere capito che il rispetto delle regole era necessario per il bene di tutti.
Non è stato facile rinunciare alle proprie abitudini, non potere uscire e stare insieme agli amici; tuttavia il pensiero che, come me tanti altri lo stavano facendo, mi ha aiutato a sentirmi meno solo.
Spero solo che questa sensazione di orgoglio per il nostro Paese non finisca qui e che la nostra classe politica dimostri, per una volta, di essere all’altezza del popolo che governa.

Federico Aramini


“Questa pandemia è arrivata come un diluvio”. Queste sono le parole del papa, infatti, nessuno se l’aspettava. 
La pandemia è arrivata all’improvviso ed ha paralizzato il pianeta; nessuno di noi era pronto!
Il coronavirus ha causato moltissime morti e ci ha cambiato totalmente la vita: il modo di fare scuola, non abbiamo potuto vedere i nostri familiari e i nostri amici per 3 mesi… 
Durante questo periodo di quarantena, ho capito il vero valore della famiglia, ho capito il significato di sacrificio, con questa pandemia, inoltre, ho imparato ad accettare di più le piccole cose, e a godermi il tempo con i miei amici e con la mia famiglia! 
In questo periodo la musica mi ha aiutato molto, sia nei momenti bui, che nei momenti di felicità! 

Flaminia Di Gaudio
Nelle mie riflessioni durante il mio tempo libero in quarantena ho notato di come il covid-19 ha cambiato la mia vita e quelle di altre persone ormai non ci si può più abbracciare,stringere la mano non si può più stare vicino agli amici se non con delle precauzioni che prima che fino al 2019 sembravano da malati di igiene,oramai decine di migliaia di persone sono morte e milioni di famiglie traumatizzate dalla perdita dei propri cari,ma io vedo ugualmente un barlume di speranza perché ci sono comunque molti guariti e vedo questo barlume,il record di guariti è di 3500 guariti.La vita in casa è molto scomoda uscire solo per il necessario purtroppo la vita sara cosi per un paio di anni ma sono sicuro che ci riprenderemo.

Nicolas De Luca
Diciamolo, questo “nemico” ci ha preso alla sprovvista, come ad esempio l’attacco dei giapponesi a Pearl Harbor il 7 dicembre 1941, che diede inizio a una nuova guerra. Il covid è stato esattamente come i giapponesi, ha colto alla sprovvista tutti e ha dato inizio ad una “guerra astratta”, a differenza che non ci sono bombardamenti aerei, missili, armi o soldati, ma c’è un letto, un respiratore e dei medici: questi sono gli strumenti per affrontare e sconfiggere il virus. Quando questa pandemia in Cina era iniziata, in Europa ed in altre parti del mondo non si era molto preoccupati, ma quando esso è arrivato anche in queste zone, la gente si è fatta prendere dal panico, andando a “saccheggiare” i supermarket con la paura di morire, come se ci fosse stato qualcosa di “grande”. Solo dopo si è capito che bisognava mantenere la tranquillità. Durante questa quarantena (unica cosa positiva) la natura ha potuto riprendersi molti spazi che in precedenza gli erano stati tolti dall’uomo, ripopolandosi.
La pandemia, sempre riguardo la natura, ci ha fatto capire che per combattere il riscaldamento climatico, lo scioglimento dei ghiacciai e tutti altri problemi causati dall’uomo non serve uno sforzo enorme, ma solo 2 mesi di calma, pace e tranquillità.
Alessio D'Ignazi




Si è parlato tanto di questo Coronavirus, il cui nome specifico è Covid-19. Purtroppo per molti, le parole non servono per esprimere il proprio dolore. Bastano gli sguardi e gli occhi, della gente che ha perso parenti e amici. A differenza di una guerra militare, il nemico da sconfiggere è invisibile, a cui non serve un piano per entrare nel nostro corpo. Non si sa da che cosa sia nato. C’è chi dice in laboratorio, chi dice che proviene dai pipistrelli, ma la verità ancora non si sa. Ho pensato di partire da una canzone di Elisa e Tommaso Paradiso “ANDRÀ TUTTO BENE” (https://www.youtube.com/watch?v=IBWTU_hQLDM). Questa quarantena ha fatto bene al nostro pianeta perché sono ritornati animali in posti impossibili da immaginare prima (delfini nel porto di Cagliari), è possibile rivedere le stelle in cielo… In questo periodo abbiamo capito cosa vuol dire veramente la parola “libertà” che pensavamo di conoscere, quando era a noi del tutto sconosciuta. Anche a me, spesso è capitato di non rispettare le distanze di sicurezza, ora che si può uscire, semplicemente perché non ne ero abituato. Ma questa situazione non deve metterci in ginocchio, anzi, deve rafforzarci per affrontare con maggior sicurezza il futuro. A me è sembrato di rinascere, quando sono potuto uscire di nuovo di casa, dato che non uscivo da 3 mesi. Ma possiamo cercare di ritornare alla vita normale, soltanto grazie a quelle persone che non hanno violato le norme, e non di certo a tutte la gente che se ne è disinteressata, o che pensava che fosse tutto un complotto. Ci sono rimasto male, quando ho saputo che a Frascati, poco dopo che Conte aveva detto che si poteva uscire di casa, moltissima gente si è riversata in piazza, tutti vicini e senza guanti e mascherina. Come si può tornare alla normalità, se moltissima gente viola le norme? A questa domanda c’è solo una risposta: non ci si ritorna. Dobbiamo perciò, essere un po' tutti più responsabili, per uscire da questa situazione e ripartire, tutti insieme. Ovviamente ci sono molte altre emergenze nel mondo, come la fame, per cui non dobbiamo sprecare cibo, l’ignoranza, per cui dobbiamo andare a scuola e imparare. Dobbiamo cercare di costruire un mondo migliore per tutti, e non solo per pochi, e gli altri vengono abbandonati. No! Tutti insieme verso un unico obbiettivo. 

DANIELE CARDARELLI 

Gerardo la Porta

Nessun commento:

Posta un commento