venerdì 19 giugno 2020

Riflessioni al tempo del Coronavirus, classe II A

LE MIE RIFLESSIONI


Nessuno si sarebbe mai aspettato tutto questo. E successo tutto così velocemente che non ce ne siamo nemmeno accorti. Io all’inizio pensavo non fosse una cosa grave, anzi pensavo che tutti fossero troppo esagerati su questa storia, pensavo che agitarsi non avrebbe portato a  niente (beh in realtà lo penso tutt’ora). Poi dopo un pò ho capito che il Covid non era un cosa da prendere alla leggera, per “chiuderci” dentro casa e non farci uscire !. passò una settimana poi un mese fino ad arrivare tre mesi in casa che è davvero tanto, ma sinceramente non mi sono annoiata troppo. E’ stato brutto sentire ogni sera tutte le morti e tutti i contagi, è stato brutto sentire che le persone ignoranti continuavano a fare di testa loro, è stato brutto non poter  vedere i miei amici e la mia famiglia per tutto questo tempo, è stato brutto dover smettere la scuola la pallavolo e il teatro per un po, è vero molte cose non sono state belle però altre si: è stato bello passare un po di tempo con me stessa ho scoperto cose di me che prima non conoscevo, è stato bello passare più tempo con la mia famiglia, è stato bello imparare ad apprezzare le piccole cose, è stato bello imparare che la vita non si basa su un telefono\davanti a uno schermo, è  stato bello vedere che la natura si è ripresa i suoi spazi che noi le avevamo tolto, è stato bello che l’inquinamento anche di una piccola parte sia cessato.  Insomma secondo me la vita a voluto che l’uomo si desse una svegliata, noi passiamo tutto il tempo davanti uno schermo e non ci godiamo niente, non impariamo niente, e molti non avevano capito che il mondo era in pericolo per colpa nostra!! Per me questo virus ha portato tanto dolore e tanta tristezza e disperazione, veramente tanta, ma per come sono fatta devo sempre vedere il meglio nelle cose quindi per me è stato anche costruttivo, ed è stato un segnale.

Carolina Moscovini

Un fulmine a ciel sereno! E’ con questo modo di dire che paragono il cambiamento che ha avuto la vita di tutti noi. Da un giorno all’altro abbiamo dovuto impare un nuovo modo di comportarci, di vivere la vita di tutti i giorni. Le prime volte che avevo sentito parlare di questo virus, non l’avevo presa troppo seriamente. Era una notizia che riguardava un Paese lontano da noi. Man mano, però, la tivù non parlava d’altro: solo COVID-19. Migliaia di persone positive, migliaia di contagi e, soprattutto, tantissimi morti, in poco tempo. 
Non avrei mai immaginato che si sarebbe “evoluto” così in fretta e che avrebbe raggiunto e stravolto le nostre vite. 
I telegiornali dicevano che nel nord Italia molte grandi aziende avevano chiuso e si stava parlando della possibilità di chiudere addirittura le scuole. Giusto il tempo di pensare a come sarebbe stato, e…..voilà, mi sono ritrovata chiusa in casa. I primi giorni ancora non avevo ben chiara la situazione, non riuscivo a pensare a come sarebbe andata e a quanto tempo sarebbe durata. 
Non ero né serena né preoccupata, mi sentivo come frastornata. 
Da una parte era felice di passare più tempo a casa senza avere degli orari da rispettare: la scuola, le lezioni d’inglese, la palestra. D’altra, capivo che era una situazione particolare. Anche attraverso i discorsi dei miei genitori, ho cominciato a realizzare, che stava accadendo qualcosa di molto grave. 
Mio padre avrebbe continuato a lavorare, mentre mia madre ha cominciato a parlare di ferie e di cassa integrazione. Insomma, questa situazione mi stava cominciando a stare stretta. Mi mancavano i miei amici, la mia routine, insomma, mi mancava la mia vita.
Questa pandemia, che ci ha aggredito in modo così veloce e inaspettato, purtroppo non è l’unico male del pianeta. Posso dire che in fondo sono stata fortunata.  A parte la mia libertà, non ho perso nessuna persona cara e, soprattutto, ho continuato a vivere protetta e, grazie alla tecnologia, ho potuto anche continuare a studiare e a frequentare la scuola, anche se virtualmente. Ora poi, anche se con i dovuti accorgimenti, la vita sta piano piano riprendendo la normalità. Purtroppo non è andata così per tutti. Questo virus ha attaccato anche i più deboli, anche coloro che già vivevano in condizioni precarie. C’è chi ha perso delle persone care, degli amici, chi ha perso il lavoro e chi, già aveva poco, ora purtroppo non ha niente. Mi piacerebbe avere una soluzione, trovare un modo per far star bene tutti, ma non ce l’ho. Posso solo pensare positivo e, come la strofa della canzone “I fiori di Chernobyl”, che dice “......anche a Chernobyl ora crescono i fiori”, prima o poi rinasceremo anche noi. Riusciremo con volontà e impegno, a risollevarci da questo grosso scivolone che si chiama “covid-19”. 
Zoe Alaimo

Intorno a metà dicembre 2019 in Cina,precisamente a Wuhan,si scatenò una pandemia conosciuta come COVID-19,una malattia che causa tosse,febbre e problemi respiratori, prima si pensava che questa malattia sarebbe restata solo in Cina e che fosse lontana da noi italiani, ma invece questa malattia che si poteva distinguere per una semplice febbre si trasformò in una vera e propria pandemia,sinceramente questa pandemia oggi ci ha cambiato il modo di vivere e il modo di affrontare un grave problema,tutt’ora abbiamo il dovere di rispettare queste semplici regole imposte  dal governo italiano e da tutto il mondo.Oggi i casi sono un’ po ridotti rispetto a Marzo e Aprile mesi in cui si è propagata la pandemia in Italia,e il modo di affrontare gli studi e vivere una vita semplice con i tuoi compagni di scuola è decisamente cambiato.Sinceramente per come la penso io questa pandemia ci sta facendo bene perché ci ha reso più maturi e in grado di proteggerci da una malattia come questa, so cosa stai pensando in questo momento cioè che è morta un sacco di persone e questo mi dispiace tanto, soprattutto mi dispiace per le famiglie che non hanno soldi per mangiare e mantenere i propri figli,ma la vita non è solamente composta da rosa e fiori ma anche da malattie che non ci aspettavamo che venissero,quindi anche da mali che non siamo in grado di combattere.Ma io confido nel Italia e in tutto il mondo che possa sconfiggere questo male che noi odiamo.Ricordate ANDRÀ TUTTO BENE!
Matteo Cammilluzzi




RIFLESSIONI AL TEMPO DEL CORONAVIRUS


"QUESTA PANDEMIA È ARRIVATA COME UN DILUVIO" ha detto il papa, infatti nessuno se l'aspettava, è arrivata all' improvviso ed ha paralizzato l'intero pianeta, non era mai accaduto prima d'ora un fatto del genere, tanta gente è morta e a tutti ha cambiato la vita. Ma non dobbiamo dimenticare che ci sono altre pandemie come la Fame, la Guerra, l'Ignoranza, i bambini senza scuole. Fai una riflessione su come un evento improvviso possa cambiare la nostra vita e su come questo ci ha cambiati o ti ha cambiato nel modo di vedere e affrontare le situazioni.Come spunto cerca una canzone ,una poesia, un articolo di giornale o parti dalla canzone che abbiamo ascoltato ,siete liberi di organizzarvi come volete. 

CANZONE: “Fai rumore” di Diodato

Sai che cosa penso
Che non dovrei pensare
Che se poi penso sono un animale
E se ti penso tu sei un'anima
Forse è questo temporale
Che mi porta da te
E lo so non dovrei farmi trovare
Senza un ombrello anche se
Ho capito che
Per quanto io fugga
Torno sempre a te
Che fai rumore qui
E non lo so se mi fa bene
Se il tuo rumore mi conviene
Ma fai rumore, sì
Ché non lo posso sopportare
Questo silenzio innaturale
Tra me e te
E me ne vado in giro senza parlare
Senza un posto a cui arrivare
Consumo le mie scarpe
E forse le mie scarpe
Sanno bene dove andare
Che mi ritrovo negli stessi posti
Proprio quei posti che dovevo evitare
E faccio finta di non ricordare
E faccio finta di dimenticare
Ma capisco che
Per quanto io fugga
Torno sempre a te
Che fai rumore qui
E non lo so se mi fa bene
Se il tuo rumore mi conviene
Ma fai rumore sì
Che non lo posso sopportare
Questo silenzio innaturale tra me e te
Ma fai rumore sì
Ché non lo posso sopportare
Questo silenzio innaturale
E non ne voglio fare a meno oramai
Di quel bellissimo rumore che fai


Ho scelto questa canzone, perché utilizza un temporale come metafora, per parlare di tutti i problemi, da cui fuggire. E’ possibile risolverli o anche solo affrontarli restando insieme, o essendo uniti per raggiungere lo stesso obiettivo. “Fai rumore” ha vinto l’ultimo festival di Sanremo ancor prima della pandemia di coronavirus. Nonostante questo rispecchia il periodo che stiamo vivendo. Impressionante la frase in cui il cantante descrive la fase di silenzio e grida FAI RUMORE: infatti nel momento di lockdown, il silenzio che veniva dalle strade era strano e anomalo. 

Gli unici rumori che si sentivano erano le sirene delle ambulanze, sconfortanti. Mi mancano le voci dei miei compagni, a volte anche esagerate; la vita della scuola, anche se in qualche modo riesce a farsi sentire; le mie amiche del nuoto; uscire per fare acquisti o per pranzi e cene con amici e parenti. 
Ci dicono che per molto tempo dovremo continuare a mantenere le distanze, non creare assembramenti, mantenere le mascherine e lavarci in continuazione le mani. Torneremo a riabbracciarci, ma fondamentalmente, questa sarà la nuova normalità; almeno finché non troveranno un vaccino per sconfiggere il virus. 
Secondo me, dovremo continuare comunque a stare attenti, perché un nuovo pericolo può manifestarsi e minacciarci in qualsiasi momento. Sarà come avere al fianco un nemico invisibile, che m\i ricorda del periodo già vissuto. 
La pandemia Covid-19 sarà ricordata nei libri di storia; io potrò dire in futuro ai miei nipoti di averlo vissuto e di augurar loro di non fare la stessa esperienza. A quel punto mi sentirò come mio nonno, ora, che mi racconta la sua adolescenza ai tempi della seconda guerra mondiale.
Rispetto a mio nonno, io ho la fortuna di vivere in un mondo informatico, in cui è possibile parlare e vedere parenti, amici e… anche professori! 

Giorgia Ferraresi


Robero Fassina


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