mercoledì 8 marzo 2017

Progetto AmbienTool


6 marzo 2017 – 133 paesi su 194 firmatari nel dicembre 2015 si sono formalmente presi l’impegno di fronte al mondo di fare qualcosa di concreto per la minaccia dei cambiamenti climatici ratificando l’Accordo di Parigi. Il numero è in lento ma costante aumento. Ultime ratifiche, nel 2017, quelle di Afganistan, Azerbaijan, Cambogia, Ciad, Cile, Cipro, Guatemala, Lesotho, Lituania, Mauritania, Spagna e Tunisia. L’Unione Europa, che ha ratificato l’Accordo il 5 ottobre scorso, ha ancora Stati che al loro interno non hanno ratificato, come il Belgio, l’Olanda, la Romania, mentre Germania, Austria, Francia, Portogallo hanno ratificato lo stesso giorno dell’Europa e qualche giorno dopo hanno fatto altrettanto Svezia, Grecia, Italia. Primi arrivati, nell’aprile del 2016, Barbados, Belize, Fiji, Grenada, Guyana, Palau, Saint Kitts and Nevis, Santa Lucia, Samoa, Somalia, Palestina, Tavalu. Gli Stati Uniti hanno dato l’ok il 3 settembre, lo stesso giorno della Cina. L’India, il 2 pttobre, il Brasile il 21 settembre. Invece la federazione russa ancora no. La Gran Bretagna ha ratificato il 18 novembre, e anche gli Emirati Arabi lo hanno fatto, persino prima, il 21 settembre.
Con l’accordo di Parigi, 194 Stati del mondo hanno segnato l’inizio di un cambiamento, approvando l’obbiettivo di contenere il riscaldamento globale entro 2° C rispetto ai livelli preindustriali, meglio se un grado e mezzo. L’accordo è entrato il trentesimo giorno successivo al momento in cui almeno 55 paesi, che insieme compongano il 55% delle emissioni totali dei gas serra, lo abbiano ratificato, accettato e approvato: questo è accaduto il 4 novembre 2016, due giorni prima dell’inizio della COP22 a Marrakech. 
Se a Parigi, per COP21, l’obiettivo  era trovare un intesa globale sul “cosa” fare, a Marrakech si è cominciato a parlare del “come” . I paesi che hanno partecipato dovranno prendersi la responsabilità di impegni concreti, dovranno cambiare realmente i modi di produzione, sfruttando l’energia in modo più pulito, aumentando il prezzo del petrolio… Il mondo ad esempio, potrà condividere le nuove tecnologie che non consumano materiali inquinanti, con l’aiuto dell’Alleanza Mondiale delle tecnologie pulite: Bernard Piccard,  fondatore presidente del Solar Impulse, mette a disposizione  la sua tecnologia in rete; dopo 40mila chilometri di volo non-stop intorno al mondo con un aereo alimentato solo da energia solare e quindi a zero consumo e zero emissioni, è certamente accreditato come ottimo “intercettatore” delle migliori tecnologie sul pianeta. 
Ad oggi 133 paesi hanno ratificato l’Accordo di Parigi. Ma cosa si sta realmente facendo?

La situazione sembra molto preoccupante.  La Cop22 è stata la prima reale occasione per gli Stati di iniziare i lavori che renderanno più ambiziosa la struttura del Paris Agreement, ma ancora è presto per vederne gli effetti. Bisogna certamente rivedere  gli impegni per ridurre emissioni inquinanti. Questo è  decisivo perché “non abbiamo  un altro pianeta, non c’è un piano B“, come ha ricordato Ban Ki-Moon.
Valerio Ricottini, Michele Ghisa, Alessandro Leotta e Domenico Sabatini (III C)

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