martedì 13 ottobre 2015

13 ottobre 2015: visita all'Expo di Milano

Il 13 ottobre io e alcuni miei compagni siamo andati all’EXPO, la manifestazione universale che quest’anno ha il tema del cibo. La fiera ha avuto luogo a Milano, città capoluogo della Lombardia.
 Io non avevo mai visitato Milano, che in quei giorni, proprio per l’Expo era piena di persone. Il viaggio è stato molto lungo, quattro ore, dalla stazione Tiburtina,( Roma) a Milano. Durante il viaggio dal finestrino ho potuto vedere la Pianura Padana, era bella, ma così diversa per noi che siamo abituati ai colli di Frascati. Sulla pianura verdeggiante si estendeva una fitta nebbia che ci permetteva di guardare ben poco di quel paesaggio. Arrivati a Milano, dopo aver passato tutti i controlli di sicurezza, siamo entrati all’Expo, era bellissimo nonostante la pioggia che ci ha accompagnato per tutta la visita; la mostra si estendeva per chilometri ma noi ne abbiamo visitata solo una minima parte. Una guida ci ha spiegato brevemente la storia:
 Il primo expo fu inaugurato a Londra nel 1851, voluto dalla regina Vittoria e dal principe Alberto. Dopo il grande successo della prima manifestazione si decise di presentarla ogni cinque anni. Da allora sono in tutto trentaquattro le esposizioni universali riconosciute dal B.I.E, l'organismo internazionale che sovrintende all’Expo. Fra queste non è riconosciuta quella di Roma del 1942 annullata a causa della Seconda guerra mondiale; le prime 22 Esposizioni, che si sono svolte fino al 1933, sono definite 'storiche'.
Per l’expo sono stati utilizzati solo materiali ecologici, i padiglioni sono privi di fondamenta e alla fine della manifestazione saranno smontati e riutilizzati come strutture pubbliche;  il padiglione della coca cola, per esempio, diventerà un campo da palla a volo.

La guida ci ha portati al padiglione ISRAELE; appena siamo entrati una proiezione di un’attrice israeliana, Moran Atias, ci ha spiegato la storia di Israele, una terra non coltivabile perché arida e salata, ma grazie all’invenzione del sistema di irrigazione “goccia a goccia”, usato tutt’oggi nel mondo, si sono potuti annaffiare ettari e ettari di terra senza sprecare acqua.
Il padiglione Israele è  uno dei miei preferiti; però mi è dispiaciuto tanto non vedere l’orto verticale, lungo 70 metri e alto 12; che, secondo molte persone, racchiude il messaggio del padiglione, la capacità di arrangiarsi e, con tecnologia e innovazione, coltivare spazi piccoli e poveri d’acqua.


 Il secondo padiglione che abbiamo visitato è stato quello della COOP , ambientato nel supermercato del futuro dove un robot chiamato YouMy confezionava la frutta e indicando un prodotto ti venivano fornite le notizie fondamentali (il prezzo, la provenienza e la data di scadenza).


 Collegato al padiglione della coop c’era una stanza dove abbiamo visto insetti in scatola, cavallette sottovuoto e vermi nelle scatolette del tonno, mangiati da oltre duemila persone. C’era anche una serra che può stare sull’acqua e, grazie a pannelli solari, riesce a trasformare l’acqua salata in acqua dolce.  Abbiamo visto perfino una stampante 3D capace di creare pasta a forma di rosa.



Il terzo padiglione è stato quello dellInghilterra.
 C’era un enorme struttura a forma di alveare, prima siamo entrati in una sala dove filmati, foto e oggetti spiegavano tutto sulla vita delle api e sul loro comportamento. Appena entrati nell’alveare si sentivano i rumori delle api, perché era collegato, tramite dei sensori, ad un alveare vero che si trovava in Inghilterra!!! C’era anche un gioco in cui dovevi prendere una stecchetta di legno, inserirla nel buco di un lungo tubo poggiare la bocca all’estremità e, tenendo le orecchie chiuse si sentiva il ronzio delle api.


Il quarto padiglione, quello che mi è piaciuto di meno, è stato quello della Bielorussia che era dedicato al sale. Non mi è piaciuto perché da fuori sembrava molto bello, c’era una collina con una ruota che ricordava quella di un mulino in cui scorrevano al posto dell’acqua delle proiezioni, invece dentro era molto breve e non spiegava molto bene  l’argomento.


Prima di andare al quinto padiglione abbiamo fatto una piccola sosta allo stand della Perugina, famosissima marca di cioccolato italiano.  

Il quinto padiglione era quello della COREA DEL SUD, è stato bello visitarlo perché era pieno di proiezioni, le cose che mi hanno colpito di più di questo padiglione sono state: un ologramma di un bambino povero e una stanza buia in cui c’erano dei fornelli, tipici coreani, che si illuminavano e si spegnevano formando un ritmo di colori e suoni, è stata un’esperienza bellissima



Quando la visita all’expo era terminata, siamo tornati alla stazione il viaggio di ritorno  è stato più lungo di quanto ricordavo, siamo arrivati a Roma verso le undici e mezza, ero stanchissima ma ne era valsa la pena, l‘expo è stata un’esperienza bellissima che ricorderò per sempre!!

A cura di: Beatrice Panzironi 1B














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