martedì 27 ottobre 2015

27 ottobre 2015 :Anche noi abbiamo partecipato a "Libriamoci, libera la lettura nelle scuole"

Martedì ventisette Ottobre eravamo tutti in classe ad aspettare l’arrivo della professoressa di lettere, al suo arrivo ci ha comunicato  che avremmo avuto la possibilità di incontrare una scrittrice, di nome Matilde Ventura.
Ci siamo recati nella sala polivalente insieme ad altre classi.  Lei era lì , minuta, ci guardava con i suoi occhi allegri e attenti, nella stanza è calato il silenzio.
Matilde ha iniziato a parlare delle sue esperienze e dei suoi ricordi. Ci  ha raccontato del suo rapporto con la scrittura,  ci ha spiegato che  da piccola aveva un grosso quaderno, in cui riportava le sue esperienze, le sue emozioni in versi. Crescendo aveva perso questa abitudine e abbandonato il quaderno in un cassetto. Dopo molti anni le è capitato per caso di leggere su un giornale un annuncio di un concorso di poesie, la scadenza fissata per quel giorno stesso. Così in pochi istanti decise di tirar fuori il suo quaderno selezionare venti poesie ed inviarle. La vita è imprevedibile infatti vinse il primo premio e pubblicarono il libro. Ma la vita nella sua imprevedibilità può essere altrettanto triste, infatti le è capitato un bruttissimo incidente per il quale ha rischiato la vita ed è stata costretta a permanere in ospedale molti mesi. Matilde ha, poi, trasformato questa disgrazia in opportunità e ha scritto un libro “La danza delle padelle” pubblicato anch’esso.
La sua passione per la scrittura la porta ad incontrare giovani ragazzi ai quali racconta la sua vita, legge le sue poesie e descrive alcuni fatti storici, ad esempio il bombardamento di Frascati sul quale ha scritto un bellissimo libro.  Durante il nostro incontro Matilde ci ha chiesto di scrivere dei versi su ciò che volevamo dopo aver chiuso gli occhi e aver immaginato alcune situazioni. Ad esempio ai ragazzi che le hanno detto di voler scrivere sul bombardamento di Frascati ha dato un solo suggerimento: “ Non scrivere la storia del bombardamento, ma immagina di viverlo e descrivi le tue emozioni”
Così come per magia siamo diventati dei veri poeti!   Grazie Matilde!!!

SCARPE
Stavo allegramente passeggiando,
mi risvegliai ansimando,
il mio corpo puzzava,
la mia gamba tremava,
non vidi l’altra gamba,
mi rimase solo una scarpa,
la strada di medici brulicava,
ma la gamba mi mancava,
vidi corpi su corpi ,
macerie su macerie,
ma dopo l’esplosione,
le scarpe delle vittime riempivano la strada.

Ci Parla del suo libro: Danza delle padelle












Articolo a cura di Enrico Amitrano 2 E; le immagini e le didascalie a cura di GAIA TORRISI e ANGELICA CONCHIGLIA  3E


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