martedì 7 luglio 2020

Mostra d'arte virtuale a.s. 2019/20

Quest'anno a causa dell'emergenza sanitaria non è stato possibile allestire la mostra di fine anno scolastico ma i nostri ragazzi hanno continuato a lavorare da remoto e quello che vedrete ne è il risultato. Ecco a voi la nostra mostra d'arte virtuale. Buona visione!


venerdì 19 giugno 2020

Riflessioni al tempo del Coronavirus classe II D


Andrà tutto bene, ce lo siamo detto tante volte ma spesso è stato difficile crederci. Durante la quarantena abbiamo dovuto cambiare tutte le nostre abitudini quotidiane. Possiamo dire che la quarantena ci ha tolto la libertà e ci ha fatto riflettere sugli aspetti importanti della vita. Ci ha tolto le relazioni è vero a volte litighiamo ma ora ci siamo resi conto di quanto è bello stare in compagnia. Questo Coronavirus ha avuto anche qualche aspetto positivo per esempio l’inquinamento si è abbassato a livelli mai visti, ma mi chiedo ci serviva un virus per avere più cura del pianeta?

Sara Giubilei






IL CORONAVIRUS, COSI’ COME HA DETTO PAPA FRANCESCO, E’ ARRIVATO ALL’IMPROVVISO, SENZA AVVISARE E HA CAMBIATO LA VITA DI TUTTE LE PERSONE DI QUESTO MONDO. NESSUNO ERA PREPARATO PER TUTTO QUESTO E OGNUNO SI E’ DOVUTO ADATTARE A TUTTI I CAMABIAMENTI IN MODO VEOLCE, COME POTEVA; ABBIAMO VISTO IN TELVISIONE IMMAGINI CHE RIMARRANNO NEI FUTURI ANNI IMPRESSI NELLE MEMORIE DI TUTTI NOI, IMMAGINI IRRIPETIBILI, CHE NON AVREMMO MAI IMMAGINATO DI VEDERE: STRADE E PIAZZE FAMOSE DESERTE, METRO VUOTE, PARCHI DESERTI, SERRANDE ABBASSATE . 





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MA NON SOLO . ABBIAMO VISSUTO SCENE DRAMMATICHE DI INFERMIERI DISPERATI E DI CARRI FUNEBRI.MI E’ RIMASTO MOLTO IMPRESSO L’IMMAGINE DELL’INFERMIERA DISTRUTTA DAL LAVORO, MA NONOSTANTE CIO’ AVEVA LA VOGLIA DI TORNARE AL LAVORO


Coronavirus, l'infermiera sfinita della foto simbolo: "Io contagiata sono guarita: non vedo l'ora di tornare al lavoro"


DA QUESTA PERSONA COSI’ COME DA TANTISSIME ALTRE ABBIAMO IMPARATO COSA VUOL DIRE SOLIDARIETA’, SACRIFICARSI PER IL PROSSIMO METTENDO A RISCHIO LA PROPRIA VITA !

NELLA MIA VITA QUOTIDIANA HO IMPARATO CHE LE REALTA’ POSSO CAMBIARE, CHE BISOGNA SAPERLE AFFRONATRE CON CORAGGIO MA SENZA AVERE PAURA DI CHIEDERE AIUTO, DI CREDERE NEL PROSSIMO E AIUTARE IL PROSSIMO!

ALTRE IMMAGINI CHE MI HANNO IMPRESSIONATO SONO STATE ANCHE QUELLE SULL’AMBIENTE E GLI ANIMALI: SI SONO AVVISTATI IN DIVERSE PARTI DEL MONDO, COME IN ITALIA, MOLTI ANIMALI LIBERI DI GIRARE PER STRADE E PARCHI. GLI ANIMALI SI SONO RIPRESI I PROPRI SPAZI , HANNO GIRATO TRANQULLAMNETE LI’ DOVE POCO PRIMA PASSAVA L’UOMO COSTRETTO INVECE A RIMANERE RINCHIUSO IN CASA! QUESTO MI HA FATTO RIFLETTERE MOLTO SU COME DOBBIAMO SEMPRE PIU’ FARE ATTENZIONE A RISPETTARE L’ AMBIENTE E AD AVERNE CURA!

E POI LE MASCHERINE, IL LAVARSI LE MANI VUOL DIRE RISPETTARE LE REGOLE PER IL BENE SI SE STESSI E DI DEGLI ALTRI : BISOGNA RISPETTARE LE NORME COSI` POSSIAMO FERMARE LA PANDEMIA PIU` FACILMENTE E VELOCEMENTE PER IL BENESSERE DI TUTTI QUANTI DAL PIU’ POVERO AL PIU’ RICCO, DA SUD A NORD. SPERO CHE TUTTO QUESTO CI AIUTI NEL FUTURO AD AFFRONTARE ALTRE PANDEMIE CHE CI SONO TUTT’ORA E CHE C’ERANO ANCHE PRIMA IN MODOD DIVERSO, IN MODO PIU’ UNITO E CON PIU’ FORZA DI PRIMA!

E COME DICE LA FRASE CHE CI HA ACCOMPAGNATO IN QUESTO PERIODO: ANDRA’ TUTTO BENE!


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Jacopo Sassi


È evidente che l’emergenza del Coronavirus ha cambiato profondamente le nostre vite, ha stravolto la vita di tutti a partire dal modo di vivere, dal come gestire la quotidianità, al come affrontare le situazioni.

Abbiamo vissuto giorni che ricorderemo per molto tempo: per le piazze deserte, per la limitazione dei rapporti a cui siamo stati costetti ad abituarci , per il lavoro da casa, per la didattica a distanza e , purtroppo, per le notizie del telegiornale sul numero delle persone contagiate o decedute.
Il Covid-19 ci ha impedito di dare un abbraccio a le persone a cui vogliamo bene, ci ha impedito stare all’aria aperta tra gli alberi, i prati e anche sulle spiagge; insomma il corona virus ci ha impedito quasi addirittura di vivere. Una vita piena di limiti, divieti, di regole restrittive, è come bloccare il senso della vita stessa
La pandemia ha apportato molte modifiche su come relazionarsi alle persone o su come uscire di casa. Ancora oggi, dopo lunghissimi mesi, sono utilizzate le mascherine e vietati gli assembramenti; io penso che sia una tortura indossare le mascherina poi che avendo il naso e la bocca coperti ci si sente soffocare




Io credo che tutti noi abbiamo reagito molto bene al virus. Abbiamo cercato di essere positivi infatti nel bel mezzo della pandemia molti italiani sono usciti in balcone a cantare e a suonare.


Questa iniziativa mi è piaciuta molto, credo sia una delle pochissime cose piacevoli del corona virus. In questo periodo così tragico siamo stati uniti, anche se distanti, come non mai.
Tutto è diventato incerto, pesante e pieno di divieti.
Spero che presto si allontani definitivamente questa strana paura che si sente addosso, che ogni limite venga finalmente superato e che ognuno di noi possa sentirsi libero di sperimentare ancora nuove esperienza.




Maria Carratoni




Non sono attenta alla bellezza come barbie ma all'improvviso qualcosa è cambiato, ogni cosa piccola e semplice facente parte della mia vita non esisteva più. Una pandemia ha colpito il mondo intero e via via regione dopo regione è stata decretata la quarantena. È il 9 marzo 2020 ed era già stato un anno pesante per me, da quando un enormità di lividi hanno invaso il mio corpo e l'eccessiva stanchezza ha reso pesante ogni singola ora della giornata senza sapere quando tutto questo finirà. Beh all'improvviso tra una passeggiata e una visita al Bambino Gesù mi sono sentita un po' come barbie, ho cominciato a curarmi le unghie, fare impacchi per capelli, curare la pelle e tante ricette buone e divertenti con mia madre e tra chi impastava, stendeva, e tagliava abbiamo fatto gnocchi e fettuccine a volontà. Mio padre che ha una piccola azienda di carni all'ingrosso e che rimane chiusa solo durante le festività, improvvisamente lo vedo a casa ininterrottamente. E l'appuntamento davanti al televisore per ascoltare le notizie della protezione civile per me e la mia famiglia era come un rito. Lavorare a casa per me forse è stato un bene anche se a volte mi è sembrato comunque lavorare tanto però mi sono mancati troppo quei quindici minuti prima di entrare in classe dove ci ritroviamo in tanti e tutti amici. Durante la quarantena ho capito però che non tutti siamo rispettosi verso i doveri che ci vengono imposti o forse chi era irrispettoso prima neanche una pandemia può cambiarli. Mi riferisco a quei compagni che durante le lezioni si sono dimostrati maleducati come sono a scuola, oppure a quelli che hanno detto che mettere la mascherina non serve a niente. Io penso che anche se per molti è stato difficile stare chiusi in casa, è stato giusto così, perchè è stata una cosa seria e come tale va pensata. Dobbiamo riflettere e non dimenticare che il male spesso è provocato proprio dall'essere umano.


Francesco Paoluzi


Circondati da invisibile e pernicioso scaltro nemico

Osserviamo il lontano orizzonte con l’animo amico;

Raggomitolati tra i nostri ancestrali e sinistri timori,

Organizziamo gesti e pensieri sia in casa che fuori:

Nato, anzi esploso, senza alcun concreto preavviso,

All’alba di quel giorno che tutti ricorderemo inviso,

Vedesti la fioca luce del mondo dal tuo lume intriso.

Irriverente ti mostrasti con abietti segni del comando,

Rammentando a tutti che il tuo abbraccio è nefando.

Untore di nostre vite sei diventato con Reale Corona,

Scettro ti caveremo però dalle mani di laida padrona!


Per il momento sembra che pian piano si stia tornando ad una vita “normale”, ma comunque i continui appelli dei giornali della televisione e della nostra classe politica ci tengono ancora un po' con il freno tirato. Sono stati giorni difficili a causa di questo virus penso che a noi ragazzi oltra agli amici di scuola, di vicinato e dello sport ci siano mancati anche i nostri professori, perché in fondo questo virus ci ha tolto la quotidianità. Forse qualcosa di positivo questo virus lo ha portato, abbiamo capito l’importanza dei medici, il rispetto di tutte le forze dell’ordine nessun escluso dei pompieri, degli autisti di camion, autobus che hanno sempre garantito i loro servizi a noi cittadini, credo che la pandemia abbia rallentato il suo propagarsi anche grazie a loro. Abbiamo scoperto il mondo di studiare attraverso un monitor, le prime lezioni sembravano divertenti ma poi siamo tornati alla normalità con verifiche ed interrogazioni. Purtroppo in questo momento tenta gente ha perso il lavoro, e tante attività non sanno nemmeno se riapriranno a causa di tutte queste normative, noi stessi abbiamo dovuto modificare il nostro modo di rapportarci con le persone che ci circondano però io penso che solo grazie al nostro comportamento di rispetto verso agli altri si è potuta contenere nel nostro paese questa pandemia, dobbiamo tenere duro ancora un pò perché ANDRA’ TUTTO BENE!!

Tommaso Fioranelli

Riflessioni al tempo del Coronavirus, classe II C

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BERGAMO 19.03.2020
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BRASILE 22.04.2020

Da queste immagini si può dedurre tutto il dolore e tutte le vittime di covid-19 in Italia anziani, medici e giovani che hanno combattuto contro questa grave malattia. Il coronavirus si è diffuso non solo in Italia ma in tutto il mondo, molte persone hanno affrontato questa battaglia ma non tutte ce l’hanno fatta. Penso che il gesto della Cina e Albania per l’Italia di aver donato mascherine e apparecchiature mediche per la cura del covid-19 sia stato un gesto di fratellanza. In questi mesi ho visto molti video e foto, ho ascoltato discorsi di parlamentari, medici, virologi , ho seguito con attenzione le storie personali raccontate da infermiere e familiari delle vittime ma l’immagine che più mi ha colpito è la foto dei camion dell’esercito italiano che trasportavano le bare da Bergamo ad altre città perché non c’era posto nel cimitero di Bergamo. Quante persone hanno lasciato i loro familiari ed amici senza poterli salutare. Questo non è accaduto soltanto in Italia ma in tutto il mondo come si vede anche nella foto della fossa comune in Brasile. Pensando a questo non mi sono mai lamentata di non poter terminare l’anno scolastico in classe insieme ai miei compagni, non poter fare sport, vedere amici oppure andare dai nonni, in questi mesi mi ritenevo fortunata di poter stare con la mia famiglia, imparare a studiare utilizzando altri applicativi e soprattutto sapere che tutte le persone che conosco stanno bene. Leggendo alcuni dati statistici mi accorgo che ci sono più vittime di fame che di covid spero che gli Stati oltre ad unire le esperienze di tutti i ricercatori del mondo per trovare un vaccino trovino una soluzione per dare cibo ed acqua ad ogni essere vivente, siano capaci di utilizzare le risorse economiche per rispettare l’ambiente e non per fare guerre.

Emma Cori Carlitto





Il 30 marzo 2020 da Nord a Sud tutti alla finestra per cantare. Non solo lenzuoli e bandiere: in tempi di #iorestoacasa gli italiani intonano la ricetta per reagire all'emergenza che li ha messi in quarantena. Tutti insieme assieme, ma ciascuno a casa propria (fonte La Repubblica).




In piena pandemia musica è stata utilizzata come terapia contro la paura. 
Le persone si sono date appuntamento non in un locale o in un parco ma sul balcone, per intonare insieme una canzone, ognuno per sè ma tutti insieme.
Ne è venuta fuori una melodia diversa per ogni quartiere e città, che attraversa le regioni da Nord a Sud, ora seguendo le note dell'Inno di Mameli, ora canticchiando "Napul'è" di Pino Daniele. Tra i tetti della capitale vibrano le parole di "Roma Capoccia" di Antonello Venditti, a Cagliari le strofe in sardo con la fisarmonica e "Ovunque tu sia". 
Quello che ho provato uscendo sul terrazzo di casa mia è stato il fare parte di un insieme unitario, tutti gli italiani bloccati nelle proprie case ma uniti da un sentimento di appartenenza che non nasce da un riconoscimento formale come quello del nostro documento di identità, dove alla voce nazionalità, c’è scritto “italiana”, ma da un sentire comune che, in genere nel nostro Paese, si risveglia solo con le partite della nazionale di calcio.
Mi sono sentito orgoglioso di essere parte di un popolo che ha reagito alla tragedia della pandemia con dignità, accettando e rispettando le misure di distanziamento, dimostrando di avere capito che il rispetto delle regole era necessario per il bene di tutti.
Non è stato facile rinunciare alle proprie abitudini, non potere uscire e stare insieme agli amici; tuttavia il pensiero che, come me tanti altri lo stavano facendo, mi ha aiutato a sentirmi meno solo.
Spero solo che questa sensazione di orgoglio per il nostro Paese non finisca qui e che la nostra classe politica dimostri, per una volta, di essere all’altezza del popolo che governa.

Federico Aramini


“Questa pandemia è arrivata come un diluvio”. Queste sono le parole del papa, infatti, nessuno se l’aspettava. 
La pandemia è arrivata all’improvviso ed ha paralizzato il pianeta; nessuno di noi era pronto!
Il coronavirus ha causato moltissime morti e ci ha cambiato totalmente la vita: il modo di fare scuola, non abbiamo potuto vedere i nostri familiari e i nostri amici per 3 mesi… 
Durante questo periodo di quarantena, ho capito il vero valore della famiglia, ho capito il significato di sacrificio, con questa pandemia, inoltre, ho imparato ad accettare di più le piccole cose, e a godermi il tempo con i miei amici e con la mia famiglia! 
In questo periodo la musica mi ha aiutato molto, sia nei momenti bui, che nei momenti di felicità! 

Flaminia Di Gaudio
Nelle mie riflessioni durante il mio tempo libero in quarantena ho notato di come il covid-19 ha cambiato la mia vita e quelle di altre persone ormai non ci si può più abbracciare,stringere la mano non si può più stare vicino agli amici se non con delle precauzioni che prima che fino al 2019 sembravano da malati di igiene,oramai decine di migliaia di persone sono morte e milioni di famiglie traumatizzate dalla perdita dei propri cari,ma io vedo ugualmente un barlume di speranza perché ci sono comunque molti guariti e vedo questo barlume,il record di guariti è di 3500 guariti.La vita in casa è molto scomoda uscire solo per il necessario purtroppo la vita sara cosi per un paio di anni ma sono sicuro che ci riprenderemo.

Nicolas De Luca
Diciamolo, questo “nemico” ci ha preso alla sprovvista, come ad esempio l’attacco dei giapponesi a Pearl Harbor il 7 dicembre 1941, che diede inizio a una nuova guerra. Il covid è stato esattamente come i giapponesi, ha colto alla sprovvista tutti e ha dato inizio ad una “guerra astratta”, a differenza che non ci sono bombardamenti aerei, missili, armi o soldati, ma c’è un letto, un respiratore e dei medici: questi sono gli strumenti per affrontare e sconfiggere il virus. Quando questa pandemia in Cina era iniziata, in Europa ed in altre parti del mondo non si era molto preoccupati, ma quando esso è arrivato anche in queste zone, la gente si è fatta prendere dal panico, andando a “saccheggiare” i supermarket con la paura di morire, come se ci fosse stato qualcosa di “grande”. Solo dopo si è capito che bisognava mantenere la tranquillità. Durante questa quarantena (unica cosa positiva) la natura ha potuto riprendersi molti spazi che in precedenza gli erano stati tolti dall’uomo, ripopolandosi.
La pandemia, sempre riguardo la natura, ci ha fatto capire che per combattere il riscaldamento climatico, lo scioglimento dei ghiacciai e tutti altri problemi causati dall’uomo non serve uno sforzo enorme, ma solo 2 mesi di calma, pace e tranquillità.
Alessio D'Ignazi




Si è parlato tanto di questo Coronavirus, il cui nome specifico è Covid-19. Purtroppo per molti, le parole non servono per esprimere il proprio dolore. Bastano gli sguardi e gli occhi, della gente che ha perso parenti e amici. A differenza di una guerra militare, il nemico da sconfiggere è invisibile, a cui non serve un piano per entrare nel nostro corpo. Non si sa da che cosa sia nato. C’è chi dice in laboratorio, chi dice che proviene dai pipistrelli, ma la verità ancora non si sa. Ho pensato di partire da una canzone di Elisa e Tommaso Paradiso “ANDRÀ TUTTO BENE” (https://www.youtube.com/watch?v=IBWTU_hQLDM). Questa quarantena ha fatto bene al nostro pianeta perché sono ritornati animali in posti impossibili da immaginare prima (delfini nel porto di Cagliari), è possibile rivedere le stelle in cielo… In questo periodo abbiamo capito cosa vuol dire veramente la parola “libertà” che pensavamo di conoscere, quando era a noi del tutto sconosciuta. Anche a me, spesso è capitato di non rispettare le distanze di sicurezza, ora che si può uscire, semplicemente perché non ne ero abituato. Ma questa situazione non deve metterci in ginocchio, anzi, deve rafforzarci per affrontare con maggior sicurezza il futuro. A me è sembrato di rinascere, quando sono potuto uscire di nuovo di casa, dato che non uscivo da 3 mesi. Ma possiamo cercare di ritornare alla vita normale, soltanto grazie a quelle persone che non hanno violato le norme, e non di certo a tutte la gente che se ne è disinteressata, o che pensava che fosse tutto un complotto. Ci sono rimasto male, quando ho saputo che a Frascati, poco dopo che Conte aveva detto che si poteva uscire di casa, moltissima gente si è riversata in piazza, tutti vicini e senza guanti e mascherina. Come si può tornare alla normalità, se moltissima gente viola le norme? A questa domanda c’è solo una risposta: non ci si ritorna. Dobbiamo perciò, essere un po' tutti più responsabili, per uscire da questa situazione e ripartire, tutti insieme. Ovviamente ci sono molte altre emergenze nel mondo, come la fame, per cui non dobbiamo sprecare cibo, l’ignoranza, per cui dobbiamo andare a scuola e imparare. Dobbiamo cercare di costruire un mondo migliore per tutti, e non solo per pochi, e gli altri vengono abbandonati. No! Tutti insieme verso un unico obbiettivo. 

DANIELE CARDARELLI 

Gerardo la Porta

Riflessioni al tempo del Coronavirus, classe II I

RIFLESSIONI SUL CORONAVIRUS
Era la tarda sera del 4 Marzo quando il presidente Conte in diretta tv annuncia la quarantena e pochi giorni dopo per questo invisibile mostro, il Covid-19, viene dichiarata la pandemia.
Noi bambini non possiamo più andare a scuola, non possiamo più socializzare, giocare insieme, condividere momenti di vita con i nostri compagni di scuola e amici; con i professori con i quali anche se molto spesso ci troviamo in disaccordo perché ci impongono delle regole che noi ragazzi siamo soliti per natura non sopportare, per me almeno sono sempre un punto di riferimento e non solo per la didattica.
E i nostri genitori? Devono anche loro confrontarsi con cambiamenti che cambiano i loro stili di vita, incerti sul futuro professionale, angosciati per i propri cari in una situazione di grande emergenza, preoccupati per noi ragazzi e bambini ai quale non e’ sempre facile dare delle risposte e delle sicurezze in un periodo incerto anche per loro.
Tutto questo in molti casi ha creato un’atmosfera pesante all’interno delle famiglie, dove a volte anche i nonni che sono preziose risorse non possono più dare il loro contributo, perché distanti da noi, dove riuscivi a vederli sono attraverso uno schermo, dove potevi ascoltare solo la loro voce per telefono, ma c’erano, erano sempre li, ma avevi paura per loro perché ascoltavi la tv ed erano le vittime preferite di questo virus ignobile, che ha portato via a molte persone i loro cari, lasciandoli andare via da soli senza neanche dare la possibilità ai propri cari di salutarli.
Dunque era si necessario il contenimento, stare in casa, ma non solo del virus, bisognava contenere anche tutte quelle sensazioni che l’isolamento ti portava ad avere, timori, inquietudini che ci accompagnano e specialmente della paura, perché improvvisamente si era tutto fermato, ma non i giorni, loro continuavano, è sbocciata la primavera, c’e’ stata la Pasqua e questo ci ha fatto o per lo meno mi ha fatto capire che l’uomo non è e non potra essere il padrone del mondo come molti si sentono, la natura si è ripreso il suo posto, la stessa natura che per anni l’uomo ha maltrattato per la sua fama di potere e globalizzazione, ma in confronto a lei non siamo nulla e ce lo ha dimostrato molte volte con terremoti, alluvioni, molto spesso ci da dei segnali come per lo scioglimento dei ghiacciai, ma l’uomo è troppo preso dal Dio denaro per fermarsi e riflettere, e cosi’ non stiamo facendo del male solo alla natura ma a tutto il pianeta che ci ospita, perché dobbiamo ricordarcelo siamo OSPITI sulla terra.
E oggi?!? Non sappiamo se tutto finirà, non abbiamo certezze di rientrare a scuola a settembre, c’e’ il terrore che con i primi freddi e con la prossima influenza il mostro invisibile possa tornare di nuovo e la domanda che mi risuona in testa è….riusciremo ancora a tenerlo lontano da noi, la paura è tanta, non poter controllare le cose ti lascia impotente.
Per fortuna c’e’ stata la DAD a farmi compagnia ha riempito le mie giornate, delle volte ho fatto molta fatica, altri giorni ringraziavo di leggere quelle consegne in scadenza perché mi avrebbero tenuto impegnato, ho cercato di fare del mio meglio, sforzandomi anche piu’ di quando andavo a scuola normalmente, per non dare preoccupazioni ai miei genitori e per ringraziare i professori che si sono messi a nostra disposizione, perché molti miei amici non hanno avuto lo stesso mio trattamento e per questo dico GRAZIE ai miei prof.
Ora dobbiamo rimboccarci le maniche e ognuno deve fare del suo meglio per risollevare l’Italia, ognuno deve metterci del suo nel rispetto degli altri e possibilmente nel rispetto della natura, ora vedo tutto con occhi diversi, forse come dice mia mamma sto crescendo, o forse ho avuto veramente paura e ora forse riesco a capire meglio tutte le tragedie che molti paesi vivono, perché ne capisco la paura, so che cosa significa provarla.
Voglio chiudere queste mie considerazioni con una poesia che la prof Marini di Italiano mi ha fatto scrivere poche settimane fa, e penso racchiude tutto quello che per me questa emergenza mi ha suscitato e voglio dire grazie a lei prof, che spesso mi ha fatto viaggiare facendo quelle PPT dei vari stati che stavamo studiando anche stando a casa ho viaggiato con lei.


I LUNGHI GIORNI

(di Manuel Schiaffini)

il mondo come lo conosciamo
non esiste piu’
esco in giardino, cerco le persone
ma la citta’ ancora dorme?
no e’ sveglia e mi guarda.
il corona virsu ha colpito
ogni specie animale sulla terra
compresa la nostra.
e leggera la mia paura vola
e per la prima volta mi sento solo.
ho solo il giardino intorno a me
ed ho quasi paura di perdermi.
dove mai mi portera’ questa vita fragile……
no
no
insieme ne usciremo lottando
non sono solo
in tutta questa nebbia scura, la vedo li
la seranza
vedo li la luce
vedo li la liberta’
e poi noi ci incontremo di nuovo
li dove tu mi stai aspettando
per sentirti di nuovo ridere
libera!!!!!!!

Manuel Schiaffini




UN MOMENTO INFINITO

Quando guardavo la tv durante i giorni di quarantena, ho provato tante sensazioni tra cui tristezza, paura, rabbia, malinconia. All'inizio era bello non andare a scuola, ma col passare dei giorni è cambiato tutto. Vedere tutti quei morti e le bare trasportate dai camion dell'esercito mi ha spaventato e mi ha fatto sentire impotente. Pensavo a tutte quelle famiglie isolate, a tutte quelle persone che hanno perso i loro cari senza neanche avere la possibilità di poterli salutare per l'utima volta, tutto questo ha fatto soffrire la mia famiglia. Vedere tutti quei dottori e infermieri lottare per salvare più vite possibili mettendo a rischio la loro stessa vita mi ha fatto capire quanto questo virus possa essere pericoloso, per questo io e la mia famiglia abbiamo collaborato con quello che erano le direttive dello stato. E' stato come vivere una vita surreale, la sera quando mi affacciavo dalla finestra c'era un silenzio assordante e inquietante, spezzato solo dalle sirene delle ambulanze che correvano incessantemente. C'è una poesia che quando l'ho letta mi ha fatto pensare a tutto questo ed è l'Infinito di Giacomo Leopardi, perché parla di una siepe dalla quale non si riesce a guardare oltre e per me in questo periodo è stato come avere una siepe davanti e cercare di capire cosa sta succedendo al di là di essa. 

UNDER PRESSURE 

La pressione mi schiaccia, nessuno chiederebbe di stare sotto una pressione che brucia un palazzo fino a distruggerlo, che divide in due una famiglia che mette la gente per strada. stare a guardare dei buoni amici urlare, lasciate che io esca, pregare il domani mi tiene sotto pressione. Questi sono i giorni in cui non piove mai ma diluvia. 

Questi sono i versi della canzone dei Queen scritta nel 1981 insieme a David Bowie, una canzone di 39 anni fa ma che secondo me rispecchia molto i nostri tempi soprattutto il periodo del coronavirus quando la gente costretta alla quarantena si sente sotto pressione.

Massimo Miconi



Il 2 Giugno dei Gilet arancioni, folla in piazza del Popolo e insulti a Mattarella

La pandemia ha cambiato la vita di tutti, senza paura di insulti o cose del genere, ha portato con sé parenti, amici, persone care e chi più ne ha più ne metta, confinandoci nelle nostre case e permettendoci di uscire solamente per fare la spesa.
Ormai sono più di due mesi che ci conviviamo, e ancora non riusciamo a “farci amicizia”, i nostri infermieri, i nostri cassieri e i nostri politici stanno facendo di tutto per salvarci e come mostrato da l’ immagine che ho selezionato, ci sono persone che se ne fregano altamente, pensando che sia tutto finito e che si possa ricominciare come se nulla fosse mai accaduto, non rendendosi conto che magari potrebbero essere loro, magari malati asintomatici, a “uccidere” o comunque far ammalare una persona a cui vogliono bene, senza pensare alle conseguenze.
Non capisco come le persone non riescano a mantenere il sangue freddo ora, che è il momento più cruciale, il momento che potrebbe dare la spinta a quel bambino sulla bici (che rappresenta la nostra vita) per farlo ripartire dopo essere caduto, dobbiamo collaborare e impegnarci ora più che mai! Dobbiamo restare a casa e uniti!

Leonardo Scarfò
Il CoronaVirus ha portato delle tragiche conseguenze con il passare dei mesi da vari punti di vista come quello sociale ed economico e finanziario e ancora molti altri .

In futuro ricorderemo questi giorni in quarantena , le piazze deserte , l'assenza di contatto con i propri parenti e amici , i negozi chiusi e le strade deserte . Ormai quando per le strade incontriamo una persona ci sentiamo diffedenti e la prima cosa che possiamo fare è indossare una mascherina e rispettare la distanza di sicurezza, perchè non sappiamo se sono stati contagiati oppure no . Il CoronaVirus ha fatto perdere molti posti di lavoro perchè ad esempio i proprietari di alcuni negozi o aziende hanno dovuto chiudere perchè non guadagnavano più soldi e non riuscivano a mantenere aperti né i negozi e né le aziende . Inoltre questo lungo periodo di quarantena mi ha insegnato a stare più in famiglia , aiutare i propri genitori e a consolidare i rapporti famigliari . Solamente tutti insieme , uniti con forza e coraggio e un gran senso di responsabilità nel rispettare le regole dell'igiene personale ,che sono quelle di indossare la mascherina , e lavarsi molto spesso le mani, in attesa di un vaccino riusciremo a controllare questo maledetto CoronaVirus . Infine , devo dire che a pensarci bene, questo virus mi ha fatto apprezzare ancora di più la scuola; infatti, a lungo andare ho sentito la mancanza dei miei amici e delle giornate trascorse insieme a studiare ma anche a giocare e a divertirci. Speriamo che a Settembre possiamo ricominciare l'anno scolastico di nuovo nella nostra classe!!!

SBARDELLA LUIGI 
                                                     


Riflessioni sulla pandemia o un evento improvviso

Nella vita nulla si deve dare per scontato, può succedere di tutto, come questa pandemia che ha paralizzato il mondo intero. E’ un virus inaspettato e sconosciuto che ha cambiato le nostre vite. All’ inizio è stato sottovalutato il pericolo da tutte le nazioni, abbiamo iniziato tutti pensando che si sarebbe risolto in breve tempo con qualche strascico, e pochi morti , soprattutto anziani per complicanze dovute alla loro età.

Non è stato così, ma il modo di reagire dell’uomo in questi casi è sempre quello di sentirsi potente e invincibile e questo mi fa capire che molti non hanno capito il vero valore della vita, dovremmo tutti apprezzare di più quello che abbiamo oggi senza pensare al domani.

Un’ altra cosa che mi ha fatto riflettere molto è quando siamo dovuti rimanere a casa e non si poteva andare neanche dai nonni per esempio, lì ho capito che non si può paragonare la virtualità ,i social, le telefonate, alla presenza fisica , lo stringersi, l’ abbracciarsi , ma anche una discussione faccia a faccia.
Poi nella vita non ci sono solo le pandemie, ci sono anche le storie personali di ognuno di noi, chi più chi meno, ognuno combatte o ha combattuto per qualcosa. Io per esempio mi sono ritrovato a dover combattere con il “mostro” che molto spesso ci porta via da questa vita, fortunatamente ce l’ho fatta e anche se ho ancora qualche strascico ho capito che bisogna sempre lottare e credere nelle cose che amiamo senza perderci mai d’animo.
Per concludere, credo che tutti noi abbiamo imparato una grande lezione da questa emergenza, siamo tutti sulla stessa barca, e se facciamo del male a qualcuno lo facciamo anche a noi, quindi bisogna prendere tutte le cose positive di qualsiasi situazione che ci può capitare e farne tesoro.

Matteo Muccari



Riflessioni al tempo del Coronavirus, classe II H


Riflessioni al tempo del coronavirus...

questa è l’immagine a cui mi sonoispirata.
.... Io penso che il coronavirus sia, ed è ancora , un aneddoto davvero terribile . 
Ha sconvolto la vita di tutti , ha ucciso persone e causato danni al nostro paese e a tutto il mondo; Ha stravolto la vita di tutti i giorni , LA NORMALITÀ!
Prima la normalità era abbracciarsi ,uscire,baciarsi,stare insieme ora invece la normalità è portare le mascherine,rispettare il distanziamento sociale e non creare assembramenti.
Sono regole giustissime ma che ci hanno stravolto la vita.
Dunque , riassumendo , penso che un evento del genere sia come una vera e propria catastrofe.

Agnese Marchetti





RIFLESSIONI AL TEMPO DEL CORONAVIRUS

Iniziò tutto improvvisamente, quando la sera del 5 Marzo 2020 si dichiararono chiuse le scuole e tutte le attività, per via di un “virus”, il “Covid 19”. All’inizio ero felice della notizia della chiusura delle scuole, non capendo della grave situazione che si stava creando.
Passò un mese e mezzo circa e il virus si stava spargendo in tutto il mondo, dichiarando che era “pandemia”; in quel momento capii che non era un semplice virus, ma molto di più: era un virus che restava vivo anche per 5 giorni se lo si veniva toccato, si dovevano mettere obbligatoriamente mascherine e guanti e si dovevano sempre lavare le mani.
La quarantena c’è anche oggi, ma a differenza di prima si può uscire, ma sempre con la mascherina.
Per me questa situazione è molto triste, per via di tutte le persone che sono state contagiate e dei decessi: in Italia ci sono stati 33.415 decessi tra cui soprattutto persone anziane e ragazzi giovani.
Sinceramente ci sono state più vittime in Cina, in Francia e ultimamente anche in America o in Asia, dove in alcune parti c’erano già problemi, tipo la fame o la povertà; in quei paesi dove sfruttavano bambini in lavori minorili.
Spero che questa situazione si fermi e si torni alla vita in cui tutti eravamo abituati come stare con familiari, uscire con gli amici, liberamente senza essere separati da una mascherina e potersi salutare quando ci si vede.

Claudia Pompili



LA PANDEMIA 

Tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio la pandemia è arrivata e non ce ne siamo accorti, all’inizio non gli abbiamo dato importanza, ma quando è arrivata non ci ha dato modo di reagire, alla gente sembrava una cosa lontana e quindi non aveva paura, ma quando capisci che in ogni momento puoi essere contagiato e nel peggiore dei casi puoi anche morire, allora lì si che capisci. Fin dall’inizio si sapeva che il virus si attaccava da persona a persona, e l’unica cosa che dovevamo fare e dobbiamo fare ancora oggi è stare a casa, capisco che per certe persone può essere più o meno impegnativo ma non capisco perchè proprio non se ne può fare a meno; ai nostri nonni è stato chiesto di andare in guerra, a noi di rimanere a casa eppure loro sono andati a testa alta, noi dobbiamo prendercela e dobbiamo ribellarci per una cosa che viene fatta per il nostro bene e per il bene di tutti. dopo qualche settimana fortunatamente anche la gente poco matura ha capito e ad oggi la situazione sta migliorando, questo non vuol dire tornare alla vita normale, come la maggior parte delle persone, soprattutto adulti ha capito, perchè un virus non si sconfigge in qualche mese e poi scompare, bisogna stare sempre attenti e pensare al nostro bene e al bene delle persone che amiamo. Molto probabilmente la pandemia tornerà quando torneranno i mesi freddi ma ora sappiamo come fare, e saremo più preparati.
Noi siamo stati per circa un mese e mezzo il paese con più contagi in tutto il mondo, poi però i contagi sono scesi sempre di più grazie ai cittadini che hanno fatto il loro dovere ma soprattutto grazie al presidente conte che è riuscito ha dirigere tutta italia in questa brutta situazione, e ai medici che non hanno mai mollato, hanno sempre rassicurato i pazienti e in qualche caso forse grazie ai loro messaggi di incoraggiamento sono riusciti a superare il virus, un grazie ai medici che dalla mattina fino a sera tardi sono stati in ospedale anche quando avevano una famiglia che li aspettava a casa.
UN ENORME GRAZIE A TUTTI !!

Claudia Vitale


LE MIE RIFLESSIONI SUL CORONAVIRUS 




Ci ho riflettuto, e secondo me questo brutto periodo presenta non solo aspetti negativi, ma anche alcuni aspetti positivi.
Dico così perchè oltre a recare forti sofferenze a molte persone, potrebbe anche essere visto come un’occasione di crescita per noi stessi e di conseguenza per l’Italia in generale.
Stiamo vivendo giorni che ricorderemo a lungo, anzi, quasi sicuramente per sempre: il silenzio che ci circonda interrotto solo dalle sirene delle ambulanze, le strade e le piazze deserte, il lavoro, la scuola e lo sport da casa, le file interminabili fuori dai supermercati, le videochiamate con gli amici, le notizie giornaliere sul numero delle persone guarite, contagiate o decedute e la determinatezza ed il coraggio di medici, infermieri e volontari che ci rimettono la vita a favore di quella delle altre persone; di tutte le forze dell’ordine che continuano a lavorare per le strade affinché non ci siano assembramenti e di tutte quelle persone che lavorano nei supermercati, garantendo la scorta settimanale, o nelle farmacie, garantendo i medicinali indispensabili, i guanti e le mascherine.


L’insegnamento principale di tutto questo è che dobbiamo goderci ogni attimo della nostra vita, bello o brutto che sia, perché da un momento all’altro tutto può cambiare inaspettatamente, come abbiamo sperimentato in questi mesi: ovviamente nessuno si immaginava l’arrivo di una pandemia, a parte alcuni scienziati, e vivevamo spensieratamente, ma di punto in bianco ci siamo ritrovati catapultati in un altro mondo, dove un nuovo stile di vita ci stava aspettando; abbiamo scoperto così che avremmo dovuto combattere contro un nemico invisibile.
Ricordo perfettamente quella fresca sera di gennaio quando, mentre io, mamma, papà, mio fratello e nonna, stavamo cenando, iniziò il telegiornale, e non sentimmo di certo belle notizie: parlavano di un virus, un virus mortale, una bestia che in poco tempo aveva infettato l’intera Cina !


A partire da quella sera si è parlato solo di questo, di nient’altro, e tutti erano molto preoccupati.

Dopo un mese circa si scoprì che il virus si avvicinava sempre di più all’Italia e agli altri Paesi, fino a quando, in un piccolo paesino del nord, che tutti ricorderemo, Codogno, iniziati i primi tamponi, si sono manifestati i primi casi: ormai quel nostro nemico invisibile aveva dichiarato guerra al mondo intero, e l’Italia si trovava in prima linea ! 

A causa di tutto ciò chiusero le scuole giovedì quattro marzo e tutti gli uffici non necessari, obbligando tutti i cittadini a restare in casa: si iniziarono a fare le video conferenze per restare in collegamento con la scuola e con il lavoro.


La cosa che mi ha colpito di più è che il virus si diffondeva sempre più velocemente e tutti gli ospedali erano al completo e che quindi si era arrivati al punto di scegliere chi salvare, scegliere la vita di una persona al posto di un’altra: una cosa terribile ma, purtroppo, necessaria. 

I mesi più critici sono stati marzo e aprile, mentre da maggio fino ad oggi la situazione è rallentata e il 18 ha avuto inizio la fase 2, che ha permesso e permette tuttora di poter uscire, ovviamente con le dovute precauzioni.
           

Io sto cercando di godermi al meglio questi giorni dedicandomi alle mie passioni, tra cui la lettura, l’arte e lo sport da casa (anche se le praticavo già da prima, ma mai come ora). 
Oltre a tutto il resto, questo periodo mi sta offrendo la possibilità di rilassarmi a stare a casa con la mia famiglia (soprattutto nei weekend perchè negli altri giorni i miei genitori continuano a lavorare) in quanto nei mesi prima del covid stavo tutti i giorni fuori casa a causa delle esigenze lavorative dei miei o per lo sport, rincasando la sera tardi, e, quindi non la vivevo molto. 
Anche quest’estate sarà diversa da tutte le altre per via delle limitazioni che continuano ad esserci per contenere una nuova diffusione del virus, ma questo poco importa purché venga sconfitto definitivamente! 
Non vedo l’ora di tornare alla totale normalità e di poter rincontrare tutti i miei amici e parenti !
MARIKA IANNUZZIELLO





Comincio con il dire che sì, questa è una pandemia che nessuno poteva aspettarsi, una pandemia che in poco tempo ha sconvolto la vita quotidiana di ogni singola persona. Secondo me c’è però da dire anche che il comportamento delle persone in certi casi, come in quello del blocco della circolazione della gente nei periodi più intensi dove il virus ha fatto più vittime, sia stata veramente superficiale, non capivano la gravità dell’accaduto. In più le persone continuano a pronunciare la frase “andrà tutto bene”. Ora secondo me questa frase serve più come stimolo alle persone per restare a casa e applicare le varie regole che sono state dettate. La cosa che voglio dire è che le persone non possono sapere come andrà a finire questa situazione, infatti la frase “andrà tutto bene” è stata molto d’aiuto per cercare di avere speranza; che è la cosa di cui, in questo momento, abbiamo più bisogno, oltre a fare continue ricerche su questo terribile virus che ha provocato tantissime vittime. Dato che ora le situazioni sembrano essere migliorate,nessuno sa se si fermerà per qualche momento e riprenderà a portare morte, o se non verrà fermato. Le cose che possono accadere sono innumerevoli.

Improvvisamente ciò che io reputo normale, cioè uscire, cenare con altre persone, mi è stato tolto. Tutto ciò che facevo prima non posso più farlo. Non so precisamente che cosa sia cambiato a parte rimanere a casa, o mettere la mascherina per uscire per andare a fare la spesa. Sì, è strano vedere le strade vuote o i supermercati senza molto cibo, ma la verità è che la gente ha paura di ciò che potrebbe accadere e se la gente ha paura, diventa paranoica, va fare la spesa un giorno e torna a casa con le provviste per un mese. Tutto questo per fortuna si sta calmando e si sta stabilizzando la situazione. L’uomo in tutto questo tempo a sempre cercato di essere in cima tra tutti gli animali, si è sempre definito “potente”, ma come possiamo vedere è bastato un virus, uno degli organismi più piccoli e insignificanti al mondo, per mandare a rotoli un intero Stato, e per cambiare totalmente la quotidianità dei suoi abitanti.

Tommaso Ambrosi

Riflessioni al tempo del Coronavirus, classe II A

LE MIE RIFLESSIONI


Nessuno si sarebbe mai aspettato tutto questo. E successo tutto così velocemente che non ce ne siamo nemmeno accorti. Io all’inizio pensavo non fosse una cosa grave, anzi pensavo che tutti fossero troppo esagerati su questa storia, pensavo che agitarsi non avrebbe portato a  niente (beh in realtà lo penso tutt’ora). Poi dopo un pò ho capito che il Covid non era un cosa da prendere alla leggera, per “chiuderci” dentro casa e non farci uscire !. passò una settimana poi un mese fino ad arrivare tre mesi in casa che è davvero tanto, ma sinceramente non mi sono annoiata troppo. E’ stato brutto sentire ogni sera tutte le morti e tutti i contagi, è stato brutto sentire che le persone ignoranti continuavano a fare di testa loro, è stato brutto non poter  vedere i miei amici e la mia famiglia per tutto questo tempo, è stato brutto dover smettere la scuola la pallavolo e il teatro per un po, è vero molte cose non sono state belle però altre si: è stato bello passare un po di tempo con me stessa ho scoperto cose di me che prima non conoscevo, è stato bello passare più tempo con la mia famiglia, è stato bello imparare ad apprezzare le piccole cose, è stato bello imparare che la vita non si basa su un telefono\davanti a uno schermo, è  stato bello vedere che la natura si è ripresa i suoi spazi che noi le avevamo tolto, è stato bello che l’inquinamento anche di una piccola parte sia cessato.  Insomma secondo me la vita a voluto che l’uomo si desse una svegliata, noi passiamo tutto il tempo davanti uno schermo e non ci godiamo niente, non impariamo niente, e molti non avevano capito che il mondo era in pericolo per colpa nostra!! Per me questo virus ha portato tanto dolore e tanta tristezza e disperazione, veramente tanta, ma per come sono fatta devo sempre vedere il meglio nelle cose quindi per me è stato anche costruttivo, ed è stato un segnale.

Carolina Moscovini

Un fulmine a ciel sereno! E’ con questo modo di dire che paragono il cambiamento che ha avuto la vita di tutti noi. Da un giorno all’altro abbiamo dovuto impare un nuovo modo di comportarci, di vivere la vita di tutti i giorni. Le prime volte che avevo sentito parlare di questo virus, non l’avevo presa troppo seriamente. Era una notizia che riguardava un Paese lontano da noi. Man mano, però, la tivù non parlava d’altro: solo COVID-19. Migliaia di persone positive, migliaia di contagi e, soprattutto, tantissimi morti, in poco tempo. 
Non avrei mai immaginato che si sarebbe “evoluto” così in fretta e che avrebbe raggiunto e stravolto le nostre vite. 
I telegiornali dicevano che nel nord Italia molte grandi aziende avevano chiuso e si stava parlando della possibilità di chiudere addirittura le scuole. Giusto il tempo di pensare a come sarebbe stato, e…..voilà, mi sono ritrovata chiusa in casa. I primi giorni ancora non avevo ben chiara la situazione, non riuscivo a pensare a come sarebbe andata e a quanto tempo sarebbe durata. 
Non ero né serena né preoccupata, mi sentivo come frastornata. 
Da una parte era felice di passare più tempo a casa senza avere degli orari da rispettare: la scuola, le lezioni d’inglese, la palestra. D’altra, capivo che era una situazione particolare. Anche attraverso i discorsi dei miei genitori, ho cominciato a realizzare, che stava accadendo qualcosa di molto grave. 
Mio padre avrebbe continuato a lavorare, mentre mia madre ha cominciato a parlare di ferie e di cassa integrazione. Insomma, questa situazione mi stava cominciando a stare stretta. Mi mancavano i miei amici, la mia routine, insomma, mi mancava la mia vita.
Questa pandemia, che ci ha aggredito in modo così veloce e inaspettato, purtroppo non è l’unico male del pianeta. Posso dire che in fondo sono stata fortunata.  A parte la mia libertà, non ho perso nessuna persona cara e, soprattutto, ho continuato a vivere protetta e, grazie alla tecnologia, ho potuto anche continuare a studiare e a frequentare la scuola, anche se virtualmente. Ora poi, anche se con i dovuti accorgimenti, la vita sta piano piano riprendendo la normalità. Purtroppo non è andata così per tutti. Questo virus ha attaccato anche i più deboli, anche coloro che già vivevano in condizioni precarie. C’è chi ha perso delle persone care, degli amici, chi ha perso il lavoro e chi, già aveva poco, ora purtroppo non ha niente. Mi piacerebbe avere una soluzione, trovare un modo per far star bene tutti, ma non ce l’ho. Posso solo pensare positivo e, come la strofa della canzone “I fiori di Chernobyl”, che dice “......anche a Chernobyl ora crescono i fiori”, prima o poi rinasceremo anche noi. Riusciremo con volontà e impegno, a risollevarci da questo grosso scivolone che si chiama “covid-19”. 
Zoe Alaimo

Intorno a metà dicembre 2019 in Cina,precisamente a Wuhan,si scatenò una pandemia conosciuta come COVID-19,una malattia che causa tosse,febbre e problemi respiratori, prima si pensava che questa malattia sarebbe restata solo in Cina e che fosse lontana da noi italiani, ma invece questa malattia che si poteva distinguere per una semplice febbre si trasformò in una vera e propria pandemia,sinceramente questa pandemia oggi ci ha cambiato il modo di vivere e il modo di affrontare un grave problema,tutt’ora abbiamo il dovere di rispettare queste semplici regole imposte  dal governo italiano e da tutto il mondo.Oggi i casi sono un’ po ridotti rispetto a Marzo e Aprile mesi in cui si è propagata la pandemia in Italia,e il modo di affrontare gli studi e vivere una vita semplice con i tuoi compagni di scuola è decisamente cambiato.Sinceramente per come la penso io questa pandemia ci sta facendo bene perché ci ha reso più maturi e in grado di proteggerci da una malattia come questa, so cosa stai pensando in questo momento cioè che è morta un sacco di persone e questo mi dispiace tanto, soprattutto mi dispiace per le famiglie che non hanno soldi per mangiare e mantenere i propri figli,ma la vita non è solamente composta da rosa e fiori ma anche da malattie che non ci aspettavamo che venissero,quindi anche da mali che non siamo in grado di combattere.Ma io confido nel Italia e in tutto il mondo che possa sconfiggere questo male che noi odiamo.Ricordate ANDRÀ TUTTO BENE!
Matteo Cammilluzzi




RIFLESSIONI AL TEMPO DEL CORONAVIRUS


"QUESTA PANDEMIA È ARRIVATA COME UN DILUVIO" ha detto il papa, infatti nessuno se l'aspettava, è arrivata all' improvviso ed ha paralizzato l'intero pianeta, non era mai accaduto prima d'ora un fatto del genere, tanta gente è morta e a tutti ha cambiato la vita. Ma non dobbiamo dimenticare che ci sono altre pandemie come la Fame, la Guerra, l'Ignoranza, i bambini senza scuole. Fai una riflessione su come un evento improvviso possa cambiare la nostra vita e su come questo ci ha cambiati o ti ha cambiato nel modo di vedere e affrontare le situazioni.Come spunto cerca una canzone ,una poesia, un articolo di giornale o parti dalla canzone che abbiamo ascoltato ,siete liberi di organizzarvi come volete. 

CANZONE: “Fai rumore” di Diodato

Sai che cosa penso
Che non dovrei pensare
Che se poi penso sono un animale
E se ti penso tu sei un'anima
Forse è questo temporale
Che mi porta da te
E lo so non dovrei farmi trovare
Senza un ombrello anche se
Ho capito che
Per quanto io fugga
Torno sempre a te
Che fai rumore qui
E non lo so se mi fa bene
Se il tuo rumore mi conviene
Ma fai rumore, sì
Ché non lo posso sopportare
Questo silenzio innaturale
Tra me e te
E me ne vado in giro senza parlare
Senza un posto a cui arrivare
Consumo le mie scarpe
E forse le mie scarpe
Sanno bene dove andare
Che mi ritrovo negli stessi posti
Proprio quei posti che dovevo evitare
E faccio finta di non ricordare
E faccio finta di dimenticare
Ma capisco che
Per quanto io fugga
Torno sempre a te
Che fai rumore qui
E non lo so se mi fa bene
Se il tuo rumore mi conviene
Ma fai rumore sì
Che non lo posso sopportare
Questo silenzio innaturale tra me e te
Ma fai rumore sì
Ché non lo posso sopportare
Questo silenzio innaturale
E non ne voglio fare a meno oramai
Di quel bellissimo rumore che fai


Ho scelto questa canzone, perché utilizza un temporale come metafora, per parlare di tutti i problemi, da cui fuggire. E’ possibile risolverli o anche solo affrontarli restando insieme, o essendo uniti per raggiungere lo stesso obiettivo. “Fai rumore” ha vinto l’ultimo festival di Sanremo ancor prima della pandemia di coronavirus. Nonostante questo rispecchia il periodo che stiamo vivendo. Impressionante la frase in cui il cantante descrive la fase di silenzio e grida FAI RUMORE: infatti nel momento di lockdown, il silenzio che veniva dalle strade era strano e anomalo. 

Gli unici rumori che si sentivano erano le sirene delle ambulanze, sconfortanti. Mi mancano le voci dei miei compagni, a volte anche esagerate; la vita della scuola, anche se in qualche modo riesce a farsi sentire; le mie amiche del nuoto; uscire per fare acquisti o per pranzi e cene con amici e parenti. 
Ci dicono che per molto tempo dovremo continuare a mantenere le distanze, non creare assembramenti, mantenere le mascherine e lavarci in continuazione le mani. Torneremo a riabbracciarci, ma fondamentalmente, questa sarà la nuova normalità; almeno finché non troveranno un vaccino per sconfiggere il virus. 
Secondo me, dovremo continuare comunque a stare attenti, perché un nuovo pericolo può manifestarsi e minacciarci in qualsiasi momento. Sarà come avere al fianco un nemico invisibile, che m\i ricorda del periodo già vissuto. 
La pandemia Covid-19 sarà ricordata nei libri di storia; io potrò dire in futuro ai miei nipoti di averlo vissuto e di augurar loro di non fare la stessa esperienza. A quel punto mi sentirò come mio nonno, ora, che mi racconta la sua adolescenza ai tempi della seconda guerra mondiale.
Rispetto a mio nonno, io ho la fortuna di vivere in un mondo informatico, in cui è possibile parlare e vedere parenti, amici e… anche professori! 

Giorgia Ferraresi


Robero Fassina